I "cervelli" italiani a Londra si fanno sentire - Giornalismo scientifico e comunicazione.


I “cervelli” italiani a Londra si fanno sentire

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L’incontro a Londra di oggi con i ricercatori italiani espatriati, organizzata dall’ambasciata italiana e dal ministero della ricerca (che ho seguito in diretta web), è stata un’arma a doppio taglio per Luciano Modica, sottosegretario alla ricerca e soprattutto per Giuseppe Silvestri, rappresentante della Conferenza dei Rettori (CRUI). Se il governo voleva mostrare il proprio interesse verso i “cervelli” all’estero, ha invece ottenuto il risultato opposto: dimostrare la provincialità e l’approssimazione dell’approccio di politici e accademici nostrani e la distanza con il mondo della ricerca.

Particolarmente contestato dai ricercatori è stato l’intervento di Silvestri, messo più volte in difficoltà dai commenti dell’audience. I “Buuu” degli italiani all’estero hanno coperto l’accademico quando ha cercato di tirare fuori il solito discorsetto sulle scarse risorse della ricerca italiana, fonte secondo lui di tutti i problemi.

Per rimediare, Silvestri non ha trovato di meglio da fare che incolpare la democrazia che, con i suoi meccanismi, rende difficile il processo decisionale rispetto ai paesi in via di sviluppo, come la Cina. Provocando (involontariamente) l’ilarità del pubblico e l’ imbarazzo di tutto il panel. Come se la democrazia impedisse a Stati Uniti, Inghilterra o Scandinavia di primeggiare nella ricerca.

“Nulla tranne la vostra cortesia mi è favorevole in questo congresso” ha commentato ironico il maltrattato rappresentante dei rettori, citando De Gasperi.

Un pò più convincente e concreto l’intervento di chiusura di Modica, peraltro furbetto nella “captatio benevolentiae” della platea.

Fra le note positive, il lucido e condivisibile intervento di Paolo Quattrone, dell’Università di Oxford, secondo cui la riforma del sistema non può essere affidata al sistema stesso. “FIRST e l’Agenzia nazionale per la valutazione” (vedi il mio post) sono l’ultima speranza della ricerca italiana. Se non si faranno bene, non sapremo più dove andare“, ha commentato Quattrone. Pistuà

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