Ricerca: il programma dell'Ulivo commentato - Giornalismo scientifico e comunicazione.


Ricerca: il programma dell’Ulivo commentato

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInShare on TumblrPin on PinterestEmail this to someoneShare on Reddit

In  questo e nel prossimo post commenterò  i  programmi elettorali dei due schieramenti politici sul tema della ricerca.

Giusto perchè non ci siano equivoci, sappiate che   gli unici  colori  di sciencebackstage sono  il grigio della omonima materia e il bianco della mielina. Insomma, dalle parti di questo blog l’unico partito che vale è quello del cervello che ragiona in modo autonomo. Per questo, tutto ciò che mi accingo a scrivere sarà solo frutto del mio  spirito critico (magari criticabile) e di un pò di sano  humor.  Almeno qui, nell’oasi di  questo blog  non troverete dichiarazioni di voto o incitazioni a mettere la fatidica crocetta su questo o sull’altro simbolo. Quindi relax. Perfetto. Cominciamo con l’Ulivo.

Prodi e la ricerca

Nel corposo  programma elettorale dell’Ulivo   si parla di ricerca, insieme a scuola e università, nel capitolo 9, intitolato con grande sforzo creativo: Conoscere è crescere. Una copia integrale del capitolo la trovate qui. Il programma elettorale (tutto) lo trovate sul sito dell’Ulivo. Per la ricerca bisogna arrivare a pagina 238.

 E’ interessante  notare che- anche se probabilmente il programma non lo dice -alcune   proposte sulla ricerca  nascono  da un approccio bottom-up: le idee infatti sono state raccolte durante una fase di consultazione a cui hanno partecipato    rappresentanti del mondo scientifico. Questo se non altro mi sembra un buon approccio.

I piani  dell’Ulivo per il rilancio della ricerca si articolano in circa 10 pagine ben scritte, anche se bisogna fare la tara con un bel pò di bla bla di prammatica ( e quanto è importante la ricerca! E quanto è importante la meritocrazia! Etc…).

Il programma elenca alcune azioni  prioritarie. Scelgo quelle che  a mio parere sono più degne di nota:

1) La costituzione di  un’Agenzia indipendente per la valutazione della ricerca, della didattica, delle funzioni di gestione delle istituzioni universitarie e di ricerca, dei docenti universitarie dei ricercatori degli enti di ricerca, anche con funzioni di ripartizione di incentivi finanziari premiali dei punti di qualità del sistema e curando l’inserimento di opportuni indicatori di genere nel benchmarking delle istituzioni scientifiche;

COMMENTO: La proposta  di un agenzia nazionale per la ricerca- che già è una realtà in altri paesi- arriva dai ricercatori stessi è uno dei frutti migliori, a mio avviso, nato dal confronto con gli scienziati. Sarebbe una scelta sensata, la stessa adottata da altri paesi prima di noi. A patto che, si tratti di  un organismo autorevole che si basi su criteri condivisi dalla comunità scientifica e non di un carrozzone politico.  A dire il vero l’agenzia delineata dal programma si occuperebbe di un pò troppe cose (ricerca, didattica, università  etc..). Basterebbe che facesse quello che fanno tutte: valutare la ricerca e distribuire i fondi in base a piani strategici e soprattutto all’eccellenza scientifica.

——————————-

2) La revisione, sulla base di un’ampia consultazione di tutti i soggetti interessati, della forma di governo degli atenei che la renda più efficiente e più responsabile nel rispetto dei principi dell’autonomia e della democrazia collegiale tipica della comunità scientifica.

COMMENTO: Questo non sarà un idea nuova  ma potrebbe essere interessante, se effettivamente la consultazione dei soggetti interessati sarà ampia e seria. Una revisione seria del sistema di governance accademico dovrà per forza di cose  scardinare – questo non è scritto nel programma- il penoso sistema feudale di vassallaggio su cui si regge l’istituzione delle univerità italiane E’ vero che tra il dire e il fare…

———————————-

3) Garantire un costante flusso d’immissione nelle università e negli enti di ricerca di giovani qualificati, varando immediatamente un piano pluriennale d’assunzioni a tempo indeterminato, definendo modalità di selezione rigorosamente basate sui meriti scientifici e tenendo conto della necessità e urgenza di incidere profondamente sull’enorme numero di persone che lavorano nelle università e negli
enti di ricerca con forme innumerevoli di precariato;

COMMENTO: Letta così l’idea sembra bella ma non lo è poi così tanto. Anzittutto il "piano pluriennale d’assunzioni a tempo indeterminato" suona sinistramente come "piano per una nuova infornata di assunti a vita, senza alcuna verifica periodica del lavoro". E’  vero che si parla di modalità di selezione  rigorosamente basate sui meriti scientifici (giusto, giustissimo) ma anche di tenere " conto della necessità e urgenza di incidere profondamente sull’enorme numero di persone che lavorano nelle università e negli enti di ricerca con forme innumerevoli di precariato". Qui un brivido freddo mi corre lungo la schiena. Non ho capito bene. Se l’idea è quella di selezionare i bravi precari e dare loro  un lavoro vero (non a vita e senza checkpoints, però) e nel contempo dare un bel calcione nel didietro a chi non ha meriti scientifici, tutto OK, splendido. Se bisogna fare l’ennesima "informata" di precari, qualunque essi siano, solo perchè sono lì da anni, allora no. Speriamo di  aver capito male…

————————————–

4) Garantire le necessarie coperture previdenziali ed assistenziali ai titolari di contratti post-dottorato o diforme diverse di contratti a tempo determinato presso università ed enti di ricerca;

COMMENTO: Fantastico. Basta sapere chi paga.

——————————————————–

5) Rendere obbligatorio il dottorato di ricerca per la carriera universitaria e negli enti di ricerca, dotandosi di opportune norme transitorie;

COMMENTO: il dottore che c’è in me gongola…"Giusto, viene da dire, dopo tanta fatica per avere ‘sto dottorato, almeno che venga riconosciuto".  Ma è giusto che venga reso obbligatorio per legge? No, mi sembra  una enorme cavolata. La selezione dei ricercatori va fatta seguendo l’unico criterio dell’eccellenza. Avere il dottorato è sicuramente una cosa buona.  Ma considerate questo caso: avete davanti  il  Dr.  De Ganzis, brillante  ricercatore con tante pubblicazioni ma niente dottorato (non è riuscito ad averlo perchè non aveva gli aggangi giusti in università) o il Dr. De Furbis, curriculum scarso ma un bel dottorato (e certo, l’ha avuto perchè aveva le entrature giuste). Direte voi: " ma come, il dottorato è comunque un titolo che garantisce un merito scientifico, non è mica facile arrivare in fondo, anche una volta che sei entrato". Certo, quasi dappertutto nel mondo. Per quanto riguarda l’Italia potrei rispondere con una sonora  risata (non me ne abbiano i tanti che il dottorato se lo sono sudato e meritato. Io ne conosco tanti. Ma se non li conosci come si fa a sapere quali sono?).

————————————————

Il programma contiene molte altre cose che non ho commentato perchè mi sono parse meno  interessanti e originali. Se avessi tralasciato aspetti importanti fatemelo sapere.

Nel complesso mi sembra un programma piuttosto articolato (per essere un programma elettorale) e che accanto a un pò di bla bla  contiene diverse buone  proposte, in particolare quella dell’Agenzia per la Ricerca e  l’idea di discutere una  nuova governance per l’Università. Qualche proposta è discutibile, come quella  poco sensata sull’ ‘obbligarietà del dottorato di ricerca e il piano di assunzioni a tempo indeterminato, che ricorda un pò  le "infornate" periodiche da prima repubblica, ben note nelle università di qualche anno fa (ora non ci sono neanche più quelle).

Come tutti i programmi elettorali, anche nel caso che l’Ulivo la spunti verrà verosimilmente attuato solo in parte. Speriamo che, nel caso,  sia la parte  buona.

Nel prossimo post il programma sulla ricerca della CDL Sergio Pistoi

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInShare on TumblrPin on PinterestEmail this to someoneShare on Reddit

Comments

comments


Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per fornire alcuni servizi. Continuando la navigazione ne consentirai l'utilizzo. Maggiori informazioni

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close