Lo sfascio della ricerca 2: le metastasi
Metastasi. E’ proprio la parola che ho sentito usare più spesso dai ricercatori più bravi e giovani. Solo che non parlano di cellule maligne, ma di loro stessi. Il laboratorio dove lavorano, quelli che ci stanno dentro, sono metastasi in un organismo, l’ateneo, il dipartimento, che se non li rigetta, al massimo li tollera. Metastasi buone, tumori al contrario, che invece di drenare risorse ne portano, tante, attirando finanziamenti esterni, anche dall’estero. Che nutrono il loro ospite di preziose pubblicazioni, alzando la media della produttività e abbassando quella dell’età. Come in una sismbiosi imperfetta, questi corpi estranei danno molto al loro ospite e in cambio prendono poco.
Meritocrazia? Not in my Backyard!
Qualche tempo fa meristemi, commentando un mio post , faceva notare come la meritocrazia in italia, sia una questione NIMBY: not in my backyard. “Come l’integrazione culturale-scrive meristemi -” è una cosa che tutti dicono giusta e rispettabile, ma che ognuno se la faccia a casa propria“. Sono d’acccordo. Di meritocrazia, oggi, si riempiono la bocca in tanti, anche quelli che preferirebbero vederla applicata solo agli altri.
La peer review si impara
Tutti sono d’accordo sul fatto che nel nostro paese serva un sistema di valutazione più rigoroso nella distribuzione dei fondi. Ma mentre tutti parlano di meritocrazia nei finanziamenti, pochi fanno qualcosa di concreto.
Per questo mi fa piacere segnalarvi il corso pratico di peer review che inizia l’8 Novembre prossimo a Bologna, organizzato dalla European Genetics Foundation, Telethon il PROGEN Consortium e l’Università di Bologna è la prima iniziativa di questo tipo in Italia ed è rivolta soprattutto agli science officers che hanno a che fare, a vario titolo, con la valutazione e il finanziamento di progetti scientifici.
Pizza accademica

E’ un gran casino.
Non lo dico io. Lo dice Giuseppe Pizza, intervistato ieri (mercoledì) da Repubblica. Ve lo ricordate il camaleontico Pizza, quello che minacciava di far rinviare le elezioni? Ora è sottosegretario alla Ricerca. Per capirsi, la figura che dovrebbe guidare la ricerca del sistema Italia nella dura competizione internazionale. Quella che dovrebbe indicare le strategie per non restare indietro in un settore vitale come quello della ricerca e dell’innovazione.
Non si capisce se il suo “casino” alludesse ai provvedimenti Gelmini, alla famigerata legge 133 o alle proteste che ne sono seguite. Comunque ha ragione: effettivamente è un gran casino.
Lo sfascio della ricerca: corso di comunicazione for Dummies
Caro Sergio, mi sono imbattuto per caso nel tuo blog. […] preso dai pensieri dominanti di questi giorni, mi sono chiesto: ma e’ possibile che non ci sia neanche una riga sugli effetti della legge 133/08 sull’universita’ e la ricerca? Poi, ho letto il finale dell’articolo sui professori “ingrilliti” e ho capito…Pero’, ho pensato, forse potrebbe essere utile avere suggerimenti su come noi universitari italiani, diretti interessati dai prossimi tagli di fondi e persone, possiamo comunicare all’esterno dell’universita’ le nostre difficolta’ presenti e future.In questi giorni lo stiamo facendo un po’ tutti, improvvisandoci comunicatori: hai forse qualche consiglio da darci ? Attendo con fiducia, e nel frattempo tornero’ a trovarti sul tuo blog. […]Alessandro, ricercatore (Università di Firenze)
La mosca cieca del peer review
E´ pronto il piano della Regione che rivoluzionerà il sistema di assegnazione dei fondi per la ricerca scientifica biomedica. [i fondi] verranno assegnati con un sistema “all´americana”, in cui, tra l´altro, il nome dei candidati resterà sconosciuto fino all´ultimo […] (Repubblica 19/09/2008)
Come tutti i toscani, sono felice di vivere in Toscana. Non è solo una regione ricca di eventi straordinari, come la Sagra della Nana e il raduno dei Landini Testa Calda dell’ Anonima Peneto Trattori. Dati alla mano, la Toscana è anche un esempio innegabile, nel panorama italiano, di gestione virtuosa della Sanità pubblica.E’ per questo che ho sofferto più del normale leggendo in questo articolo di Repubblica del piano “rivoluzionario” lanciato dall’assessore alla Sanità della mia regione, Enrico Rossi, per il finanziamento della ricerca scientifica. La Tristezza si è poi seduta accanto a me quando, sullo stesso giornale, l’assessore regionale dichiara di ispirasi, per questa “rivoluzione” al modello americano.
Diciamolo subito: il piano “rivoluzionario” della Regione Toscana, non solo non è così rivoluzionario, ma è anche poco sensato agli occhi di chi conosce come funziona l’assegnazione seria dei fondi. Per finire, non c’entra un tubo con il cosiddetto sistema “all’americana”, citato da Rossi.Tralasciando molti dettagli, il problema principale sta nella già citata frase: “il nome dei candidati resterà sconosciuto fino all´ultimo“. Questo peer review “alla cieca” si può definire ottimisticamente come un’ingenuità o, più realisticamente, come una boiata pazzesca.© Sergio Pistoi 2008
Quattordici
Quattordici è il numero di domande su scienza e ricerca alle quali, puntualmente ed in modo esauriente, hanno risposto i candidati alla presidenza USA Barack Obama e John McCain, chiarendo i loro rispettivi programmi su questi temi.
A porre le questioni è stato Science Debate 2008, un movimento grassroot (cioè nato dal basso) che raggruppa oggi alcune fra le più grandi associazioni che si occupano di ricerca negli States. La prima domanda dà l’idea del tono, poco retorico e molto realistico del dibattito:


