La perversione dei Nobel
Un pò di tempo fa avevo parlato della Sindrome del Nobel, quello strano e pernicioso fenomeno legato al conferimento del prestigioso premio, che a volte trasforma valentissimi e prudenti scienziati in tuttologi a cui tutti danno ascolto e credito, anche quando le loro esternazioni rasentano il ridicolo. In sintesi, la questione era: cosa fare per evitare che il premio Nobel crei dei mostri?
La comunicazione scientifica: come evitare la “sindrome di Rain Man”
La divulgazione scientifica condotta dai grandi enti di ricerca è fondamentale per la diffusione della cultura scientifica, sia per i contenuti che può offrire che per le risorse economiche che è in grado di mettere in campo. Più di altre, tuttavia, questo tipo di comunicazione è esposta al rischio di una deriva autoreferenziale, con spreco di risorse e di opportunità.
E’ quello che, in un piccolo saggio scritto a quattro mani con Barbara Gallavotti per la rivista Analysis, abbiamo chiamato la Sindrome di Rain Man: un approccio autoreferenziale, talvolta ai limiti dell’autismo, peraltro per niente in linea con la natura stessa della mentalità scientifica. Quello che vi propongo qui è un estratto dall’introduzione, rimandando per il resto all’articolo completo su Analysis.
Preghiera Darwiniana: Intervista con Michele Luzzatto
Parlare di “preghiera Darwiniana” sembra un ossimoro, ma solo in apparenza. In realtà, accostare i due termini è meno strano di quanto appaia a prima vista, ci racconta Michele Luzzatto, autore di un bel libro che offre una prospettiva inedita e interessante nell’annosa contrapposizione fra evoluziosmo e creazionismo (scienza e pseudo-scienza) e sulla presunta “empietà” del pensiero di Charles Darwin rispetto ai dogmi della fede. Biologo di formazione, editor per la saggistica scientifica di Einaudi (e non credente), Luzzatto accosta arditamente, ma con cognizione di causa, la figura di Darwin con quella di due personaggi biblici, Giobbe e Giacobbe. La conclusione è che “proprio che si scaglia contro Darwin finisce, paradossalmente, col trovarsi piuttosto distante da Dio, se c’è un Dio”.
Ho intervistato l’autore per parlare del libro, di religione e di alcuni aspetti interessanti della vita di Darwin. Ascolta l’intervista:
Divulgazione scientifica in 3 minuti
Riuscite a raccontare il vostro lavoro in modo spumeggiante e in soli 3 minuti? Se pensate di farcela, siete pronti per partecipare alla seconda edizione del CellSlam, una divertente e interessante iniziativa destinata, sembra, a diventare una tradizione al Meeting Annuale della American Society for Cell Biology (ASCB). Nella stessa occasione di tiene anche il CellDance Festival, di cui ho già parlato in un altro post.Nella loro semplicità, questo tipo di eventi sono probabilmente molto più utili di tante altre (costose) iniziative tese a favorire la divulgazione scientifica, perchè seguono un precetto fondamentaledella comunicazione scientifica: mai prendersi troppo sul serio.Le regole dell CellSlam sono poche ma semplici:
- 3 minuti di tempo
- Nessun audiovisivo (dimenticatevi le slides). Volendo, però, si possono usare strumenti musicali o altre diavolerie
- Obbligo di divertirsi ed essere divertenti
Per darvi un’idea, guardate in questo video i concorrenti dell’anno scorso. Alcuni sono veramente bravi e divertenti.
Creare un blog scientifico per il vostro istituto
Con i blog ormai diventati uno strumento affermato di comunicazione, l’idea di crearne uno per la propria istituzione di ricerca, grande o piccola, è allettante. Parliamo in questo caso di un corporate blog, cioè un blog istituzionale, per distinguerlo dai blog individuali. Non è una mera distinzione semantica: mentre un blog individuale ha lo scopo principale di far circolare le proprie idee, un corporate blog (così come tutta la comunicazione istituzionale) ha come obiettivo quello di servire da voce e per gli scopi di un’ organizzazione. Come vedremo, questo ha delle conseguenze pratiche da non sottovalutare.
Science Tunes #3: Questione di Curriculum
- Come parola, “laurea” suona bene in qualunque lingua. Quando però c’è da scrivere il fatidico curriculum in inglese, rimane il vecchio e italianissimo dilemma di come tradurre il sudato titolo. Buono a sapersi,Bachelor of Science (abbreviato B.S. per gli amici) non è solo l’equivalente anglosassone più simile alla nostra laurea scientifica ma anche il nome di una band drum&bass di San Francisco. Il genere non mi fa impazzire, ma dove lo trovi un altro gruppo con un nome così? Aggiudicato come primo pezzo della playlist.
Una nuova pelle
Se siete lettori assidui del blog avrete notato un pò di trambusto nell’ultima settimana: nessun nuovo post, l’appuntamento con ScienceTunes saltato, e una email partita erroneamente che vi riproponeva vecchi post.
Tutto ciò è stato conseguenza del duro lavoro di redesign del sito, che è andata avanti nei ritagli di tempo. Ho cambiato piattaforma (da MT a Wordpress) ma di questo probabilmente vi importerà poco.
Vi importerà invece sapere che il nuovo blog ha qualche utile funzione “web 2.0″ in più, che spero apprezzerete.
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