I numeri della ricerca 1: la frusta e l'1 per cento. - Giornalismo scientifico e comunicazione.


I numeri della ricerca 1: la frusta e l’1 per cento.

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CVT-fxZWIAAXReOUno per cento del PIL. Sciack!!  Meno dell’uno per cento del PIL.Sciack! Sciack!!

Il  numero l’abbiamo sentito declinare  in tutte le salse, lo ripetiamo a mo’ di   litania   mentre ci   auto-fustighiamo  la schiena come sciiti libanesi: “Investiamo solo l’uno per cento del PIL in ricerca! Sciack! Ahhh! Investiamo meno dell’uno per centro del PIL in ricerca! Sciack! Ahhh!”.

Uno per cento del prodotto interno lordo. Sciack!  Per dire che investiamo poco, rispetto al totale della ricchezza prodotta dal Paese, rispetto alle altre economie del mondo. E’ vero. Ma serve continuare martoriarsi  la schiena con il gatto a nove code?  Ci fa sentire meglio ma rischia di spostare l’attenzione sui nostri veri peccati. Investiamo poco rispetto al PIL, d’accordo. Dobbiamo investire di più. D’accordo. Ma come investiamo? Male.

Intanto, come diceva il buon Einstein, tutto è relativo.Dato che il   PIL (prodotto interno lordo) dell’Italia, salvo notizie dell’ultima ora, risulta fra gli otto più consistenti del mondo, il nostro relativamente misero uno per cento,  in termini assoluti,  è molto   più di quanto investono molti altri paesi in ricerca e sviluppo. Nel 2001 (dati OECD ) pubblico e privato italiani hanno speso in ricerca e sviluppo all’incirca 13,5 miliardi di Euro , cifra  che fa dell’Italia la sesta potenza mondiale in termini di investimenti alla ricerca ( almeno così era nel 2001, quando ancora non si contavano i paesi emergenti come Cina e Corea). Comunque è sempre  tanto. E allora se siamo messi così male forse  investiamo male, oltre che relativamente poco. Ad esempio, cosa succederebbe se armati di bacchetta magica riuscissimo in un colpo a raddoppiare, triplicare gli investimenti in ricerca e sviluppo. Andrebbe meglio, certo. ma cambierebbe così tanto il sistema ricerca italiano? I giovani riuscirebbero a superare il muro di gerontocrazia che li separa da una degna carriera? Personalmente, non credo.

E poi cosa si intende per ricerca e sviluppo? Cosa c’è in quel fatidico uno per cento (Sciack!)? Chi finanzia la ricerca? Cosa abbiamo di diverso rispetto agli altri paesi? Nel corso di vari posts proveremo a vederli insieme. Restate con noi. Sciack!

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