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Bustina con sorpresa (perché credi a tutto)

La Bustina di Minerva di Eco sulla AI gira ovunque ma è un falso. L’ho vista stamattina, ci ho messo 30 secondi a sospettarlo e altri due minuti a verificarlo. E non sono un genio. Bastava leggerla per capire che era strana, troppo esatta, troppo sul pezzo, e neanche troppo […]

La Bustina di Minerva di Eco sulla AI gira ovunque ma è un falso. L’ho vista stamattina, ci ho messo 30 secondi a sospettarlo e altri due minuti a verificarlo. E non sono un genio. Bastava leggerla per capire che era strana, troppo esatta, troppo sul pezzo, e neanche troppo nello stile dell’autore (1 minuto). Poi bastava usare quella cavolo di AI per cercare negli archivi online e scoprire che quel giorno, 11 aprile 2010 l’Espresso non usciva (un altro minuto).
Eppure era ovunque, condivisa da tutti: professori universitari, intellettuali e addirittura premi nobel.

Ora ti chiederai: possibile che perfino costoro condividano questa evidente bufala credendo che sia vera? Hanno esercitato quello spirito critico che pretendono di instillare paternalisticamente negli altri?

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La risposta è la stessa che fornisco sempre: i bias cognitivi riguardano tutti. La gente crede a quello che VUOLE credere, e che conferma le sue idee o i suoi miti- “pensa un po’, Eco aveva previsto anche questo, e con quale precisione! “
Se le stesse persone avessero visto un articolo di Eco che celebrava, che so, il razzismo o l’odiato (a parole, da alcuni) capitalismo state certi che avrebbero acceso gli anticorpi dello scetticismo e sarebbero andati a verificare: è lo scetticismo a targhe alterne che fa parte della nostra neurobiologia e che ci porta a credere a quello che sembra verosimile e, soprattutto, conferma le nostre idee.
La scienza è, o dovrebbe essere, un metodo per domare questi istinti biologici, ma nessuno usa davvero il metodo scientifico nella vita quotidiana, tantomeno gli scienziati, come si vede ormai ogni minuto sui social. Cosa alquanto preoccupante ma che non deve stupire. Neanche la scuola non lo insegna, il metodo, perché prima dovrebbero impararlo gli insegnanti e poi è molto più divertente fare gli esperimenti dove qualcosa scoppia e tutti applaudono.
Quella bustina è un falso divertente e utile, perché smaschera il pensiero debole di chi dovrebbe avere un pensiero forte, o almeno se ne vanta. È una bustina che dice cose apocrife ma vere e condivisibili.
E’ una meta-bustina che se la condividi dimostra la tesi che propone. Una bustina che la apri e dentro c’è scritto: “Pensi di essere élite intellettuale e invece sei solo un pirla, un poveraccio che crede alle fake come un trumpiano qualunque!” .
Lo trovo esilarante e molto perfomativo. Eco sarebbe stato contento

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