Lettera aperta all'UGIS - Giornalismo scientifico e comunicazione.


Lettera aperta all’UGIS

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Cari Colleghi dell’Unione Italiana Giornalisti Scientifici (UGIS),

 

è un socio UGIS che vi scrive. Un socio non particolarmente famoso,  mediamente prolifico nel suo lavoro, meravigliosamente appassionato di quello che fa. Un socio normale, che va avanti a livelli più che rispettabili senza avere mai avuto appoggi politici, spintarelle, raccomandazioni e scambi di favore da parte di chi detiene il potere in questo disgraziato paese.

Per  questo mi sento particolarmente colpito dalla parole che ho sentito pronunciare pubblicamente e ripetutamente  dalla consocia  Sonia Topazio, protagonista di una vicenda di cui ho già scritto nel mio blog. La signora Topazio, interrogata dalla stampa riguardo alle modalità con cui avrebbe ottenuto la posizione di capo ufficio stampa di un grande ente di ricerca pubblico, ha affermato che la segnalazione di un politico è “l’unico modo per andare avanti”, aggiungendo che chi crede il contrario  “vive nel mondo dei sogni”. Senza segnalazioni del genere, secondo la signora Topazio, “non si fa neanche l’agricoltore”.

Al contrario della socia Topazio, evidentemente molto sveglia dato che ha ammesso di essere stata raccomandata da un politico, molti di noi vivono  nel mondo dei sogni. Cercano di ottenere incarichi di prestigio senza ricorrere a scorciatoie, contando sulla loro reputazione professionale e sui risultati del loro lavoro. E ogni tanto ci riescono. Sarà un atteggiamento più noioso rispetto alle colorite uscite che piacciono tanto ai media nazionali, ma forse più vantaggioso per la collettività.

Le  parole della  signora Topazio screditano l’intera categoria dei comunicatori scientifici. Il messaggio che arriva al pubblico è che chiunque lavori come divulgatore per enti e  amministrazioni pubbliche italiane sia sempre e comunque dotato di una raccomandazione. Si tratta di un’idea deleteria e offensiva per chi in questo paese lavora onestamente.

Ci sono persone, come il sottoscritto, che  hanno collaborato con Università e centri di ricerca italiani in virtù della loro capacità professionale, senza scomodare politici o personaggi influenti, e che hanno intenzione di continuare a farlo. Per chi lavora onestamente, venire  associati anche lontanamente al modus operandi della signora Topazio risulta irritante e profondamente dannoso.

Da un’associazione come UGIS, che rappresenta i comunicatori  scientifici  italiani,  ci si  aspetta che prenda prontamente e autorevolmente  posizione. Mettendo in chiaro, ad esempio, che quanto affermato dalla socia  Topazio è una fesseria qualunquistica per giustificare il proprio operato di fronte alla stampa. Che la socia Topazio deve parlare per sè, rispondere  di quello che fa e che dice, e non  gettare discredito su un’ intera categoria.   Infine, sarebbe auspicabile  che l’UGIS affrontasse con decisione la questione di quanto “raccomandazioni” e “spintarelle” politiche rappresentino una forma di concorrenza sleale nei confronti dei colleghi che operano in modi più trasparenti. Un problema tutt’altro che banale.

Sia chiaro che non ho nulla di personale contro la socia Topazio, che non ho il piacere di conoscere,  e tanto meno contro i suoi rispettabilissimi trascorsi nel mondo dell’erotismo. Prendersela con la passata carriera  della signora come se questo fosse una condizione ostativa al mestiere di divulgatore, come hanno sostenuto alcuni, è un atteggiamento volgare, corporativista  e decisamente idiota. Sono le  dichiarazioni pubbliche della signora Topazio ad essere  inaccettabili.

Qualche anno fa, prima ancora che la signora Topazio venisse ammessa nell’associazione, un giovane e stimato socio dell’UGIS, di cui taccio il nome ma che tutti ricordano, venne fatto oggetto di  espulsione per una innocente email inviata inopinatamente ai colleghi. Dopo aver sentito  le confessioni e le esternazioni pubbliche della signora (che peraltro si qualifica pubblicamente e legittimamente come socia UGIS)  sono curioso di sapere quale sarà la risposta dell’associazione, e come  intende tutelare la reputazione dei tanti soci non raccomandati che ne fanno parte.

Cordialmente,

Sergio Pistoi

 

– ADDENDUM: visto che molti hanno equivocato, con questa  lettera non ho inteso chiedere a UGIS provvedimenti contro la signora Topazio.  La questione  mi interessa marginalmente.  Quello che vorrei è che l’UGIS, ma anche la SWIM, l’altra associazione italiana di giornalisti scientifici, si dissociassero dalle parole della signora ( con un comunicato?) tutelando l’immagine della categoria. Nel ricordare che un socio  UGIS fu  ingiustamente  espulso per banali motivi, mi chiedo semplicemente il perchè del silenzio ufficiale con cui le associazioni di giornalisti scientifici accolgono le esternazioni della suddetta signora.

– ADDENDUM: Marta Paterlini (UGIS)  si associa alla lettera.

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