Il Trimprob della discordia (ovvero: come odio difendere Report) - Giornalismo scientifico e comunicazione.


Il Trimprob della discordia (ovvero: come odio difendere Report)

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Il 13 Maggio Report ha intervistato l’inventore Clarbruno Vedruccio, presentandolo come uno dei tanti “cervelli” nostrani penalizzati dal sistema della ricerca italiano.

La vicenda riguarda il Trimprob, un apparecchio sperimentale per la diagnosi di alcune malattie, inclusi i tumori, inventato da Vedruccio. Perchè, chiedeva in sostanza Report, l’invenzione  è stata  finanziata e sviluppata da Galileo Avionica (azienda pubblica del gruppo Finmeccanica, leader mondiale in campo tecnologico) per poi essere abbondonata?

La storia mi ha riportato indietro di qualche anno. Scrissi del Trimprob nel lontano 2003 per la rivista New Scientist (l’articolo è qui). La prima frase del pezzo era “It sounds too good to be true“, giusto per far capire che il mio approccio alla storia fu decisamente scettico. Il biologo che è in me  dice che ci sono molte ragioni per cui quell’apparecchio non dovrebbe funzionare. Ma il lavoro del giornalista è vagliare le fonti, le evidenze, farsi un’idea e capire se c’è una notizia.

Per questo ho trovato vagamente irritante il modo con cui OggiScienza, magazine della SISSA ieri ha trattato (o meglio liquidato) la vicenda in un post archiviato dagli autori nella categoria “il Parco delle Bufale“. Il pezzo ironizza sull’ennesimo “genio misconosciuto” (alias Vedruccio) chiedendosi “con quale tecnologia da Star Trek” vanno cercate le  pubblicazioni scientifiche che confermano la validità della sua  invenzione.

Sono il primo a trovare ridicoli gran parte dei servizi a tema scientifico di Report. Però, mi duole dirlo, trovo molto più superficiale il modo con cui la vicenda è apparsa nel magazine della SISSA. Un minimo di approfondimento avrebbe infatti fatto emergere dei retroscena interessanti, ben più complessi rispetto alla caricatura del maverick scientist che viene fuori da quel post.

Intanto, di pubblicazioni scientifiche ce ne sono dieci (non una come scrive l’autrice), tutte su riviste peer reviewed, e per la cronaca i risultati sono sempre in favore del Trimprob. Bastava cercare su Pubmed.  Il punto però è un altro: anche se che coltiva l’immagine da scienziato incompreso, Vedruccio ha giocato secondo le regole della scienza.

A quanto ne so, non è andato in giro a fare il fenomeno da baraccone, o a spennare pazienti. Il Trimprob è stato testato in studi clinici condotti in ospedali e università rispettabili. I  risultati sono pubblicati e vagliati dalla comunità scientifica. Nel parco delle bufale di OggiScienza, sempre che bufala sarà, Report si troverà in buona compagnia, assieme alle riviste scientifiche che hanno pubblicato quei risultati, ai reviewer che li hanno letti, oltre che naturalmente a  Galileo Avionica che ha investito nel progetto.

Quegli studi domani potrebbero essere smentiti da nuove evidenze. Se volete saperlo, io penso che alla fine succederà così. Ma fino a prova contraria meritano rispetto. Chi li liquida con sarcasmo, o li ignora, come OggiScienza, non fa un favore alla corretta divulgazione. A meno che l’autrice non sappia qualcosa che noi non sappiamo, e allora forse dovrebbe raccontarcelo.

Infine, torniamo alla domanda di Report. Com’è che Galileo Avionica, azienda pubblica, a un certo punto investe sul Trimprob per poi lasciare perdere il tutto?

Lasciamo stare i geni  incompresi  e proviamo a ipotizzare qualche scenario:

Qualcuno in Galileo ha avuto le traveggole e si è fatto rifilare una bufala? Galileo sa che il prodotto non funziona e per questo lo ha cassato? Oppure ha semplicemente scommesso su un prodotto innovativo e poi per mille motivi ha cambiato strategia, come è normale?

Visto che parliamo di aziende e denaro pubblico, non è così peregrino approfondire la vicenda.

Magari (non me ne vogliano i rispettivi autori) non con i toni da apocalisse di Report, ma neanche con quelli un pò supponenti di quell’articolo su OggiScienza.

Sergio Pistoi

 

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