{"id":745,"date":"2012-09-27T17:42:17","date_gmt":"2012-09-27T17:42:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/?p=745"},"modified":"2012-09-28T09:39:10","modified_gmt":"2012-09-28T09:39:10","slug":"e-se-libero-fosse-una-mozzarella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/e-se-libero-fosse-una-mozzarella\/","title":{"rendered":"E se Libero fosse una mozzarella?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/files\/2012\/09\/mozzarella.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-753 alignnone\" title=\"mozzarella\" src=\"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/files\/2012\/09\/mozzarella-300x219.jpg\" alt=\"mozzarella\" width=\"254\" height=\"186\" srcset=\"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/files\/2012\/09\/mozzarella-300x219.jpg 300w, https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/files\/2012\/09\/mozzarella.jpg 465w\" sizes=\"(max-width: 254px) 100vw, 254px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>I tarocchi giornalistici e l&#8217;elogio del lettore pagante.<\/em><!--more--><\/p>\n<p>Supponiamo che il misfatto fosse noto, perch\u00e9 scritto su tutti i giornali e confessato dai produttori: la <strong>mozzarella Bufal\u00ec<\/strong> \u00e8 fatta con latte di pipistrello. Oppure: l&#8217;ultimo <strong>smartphone della Sampipp<\/strong> \u00e8 un mattone con uno schermo fasullo stampato sopra\u00a0 (<em>disclaimer: i marchi sono di pura fantasia<\/em>).<\/p>\n<p>Cosa accadrebbe \u00e8 ovvio. Scoperto l&#8217;inganno gli articoli truffaldini sparirebbero dagli scaffali e dalle nostre vite, obliterati dalla dura legge del commercio, e le ditte produttrici dovrebbero cambiare nome, o trovarsi qualcos&#8217;altro da fare.<\/p>\n<p>Ci sarebbero magari strascichi giudiziari, citazioni e condanne, sequestri di intere partite di merce, ma il mercato, quello &#8220;che ce lo chiede anche l&#8217;Europa&#8221;, non avrebbe bisogno di aspettare i tre gradi di giudizio: reagirebbe a botto. I\u00a0 &#8220;prodotti-sola&#8221;, una volta smascherati, rimarrebbero relegati nella zona grigia dei piazzisti da strapazzo, delle vendite porta a porta a poveri anziani un p\u00f2 rimbambiti.<\/p>\n<p>Ora cambiamo prodotto. Immaginiamo un\u00a0 <strong>quotidiano<\/strong> sulle cui pagine appaiono <strong>notizie fasulle<\/strong>, inventate di sana pianta. Infittiamo ulteriormente la trama:\u00a0\u00a0 chi ha scritto quelle notizie \u00e8 stato addirittura\u00a0\u00a0 pagato sottobanco dai servizi segreti, con lo scopo di intorbidire le acque su indagini importanti. Esageriamo,\u00a0 e poniamo pure che il <strong>taroccaro<\/strong> in questione non se ne vada, e continui imperterrito a scrivere, nascosto dietro ad uno\u00a0 pseudonimo, anche se tutti conoscono la truffa.<\/p>\n<p>Domanda: chi mai andrebbe ancora in edicola a comprare quel quotidiano-patacca?<\/p>\n<p>Ovviamente nessuno, direte voi.\u00a0 Le copie finirebbero al macero, gli abbonati disdicerebbero, gli inserzionisti fuggirebbero come dallo <strong>tsumani<\/strong>. Il quotidiano avrebbe due scelte: chiudere i battenti oppure cambiare rotta, licenziare il giornalista-sola insieme a direttore e caporedattore, colpevoli di mancato controllo.Le\u00a0 sanzioni, le radiazioni dagli albi e i processi giudiziari arriverebbero a rotative ormai rottamate, oppure troverebbero il pieno appoggio di una nuovo direttivo, messo al\u00a0 posto di chi ha causato il patatrac. Logico no? No, almeno in Italia.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, perch\u00e9 quella storia \u00e8 successa davvero, e la conoscono tutti. Il giornale si chiama <strong>Libero<\/strong> (ma potrebbe essere qualunque altro) e lo spacciatore di falsi \u00e8 un certo <strong>Renato Farina<\/strong> (ma potrebbe chiamarsi anche in un altro modo). La storia \u00e8 nota: nel 2006, alla vigilia delle elezioni, il signor Farina (che era vicedirettore di Libero) pubblic\u00f2 dietro compenso del <strong>Sismi<\/strong> ( i servizi segreti) un falso dossier che coinvolgeva l&#8217;allora capo della Comissione Europea Romano Prodi in un&#8217;intricata storia \u00a0legata al caso <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Caso_Abu_Omar\">Abu Omar,<\/a> alle <em>extraordinary reenditions<\/em>,\u00a0 e a trame internazionali ( lascio a voi approfondire questa grave vicenda). Una volta scoperto, Farina venne condannato per favoreggiamento e <strong>radiato<\/strong> dall&#8217;albo dei giornalisti, dove verr\u00e0 reintegrato nel 2011 dalla Cassazione per un grottesco difetto di forma (pare si fosse dimesso prima della radiazione).<\/p>\n<p>Se fosse stata una <strong>mozzarella tarocca<\/strong>, il prodotto a marchio Libero sarebbe stato ritirato dal mercato, e distrutto dalla mancanza di clienti. E invece no. Anche dopo che il falso diventa palese a tutti, nel 2006,\u00a0 il quotidiano <strong>esce\u00a0 puntuale<\/strong> nelle edicole. Non solo: il giornalista taroccaro, pur radiato dall&#8217;ordine, continua a scrivere i suoi pezzi con il ridicolo pseudonimo di Dreifuss, sotto l&#8217;occhio protettivo e benevolo del direttore responsabile, certo <strong>Sallusti<\/strong>.<\/p>\n<p>E&#8217; cronaca di questi giorni che\u00a0\u00a0 il signor Sallusti , beccatosi\u00a0 una condanna per diffamazione proprio a causa di uno dei tanti articoli\u00a0 del signor Dreifuss, rischia di finire in galera\u00a0 (ma non ci va, anche se \u00e8 recidivo) trasformandosi in un martire nazionale della libert\u00e0 di opinione (scusate, conato di vomito). Questa vicenda penale, ma soprattutto penosa,\u00a0 mi interessa poco ( se proprio volete saperlo, sottoscrivo quello che ha <a href=\"http:\/\/www.internazionale.it\/opinioni\/michael-braun\/2012\/09\/27\/liberta-di-diffamazione\/\">scritto Michael Braun\u00a0 su Internazionale<\/a>.)<\/p>\n<p>La domanda che mi perseguita\u00a0 \u00e8: come \u00e8 possibile dal 2006 ad oggi ci sia gente che ha <strong>continuato a comprare<\/strong> quel giornale, conoscendo il rischio altissimo di leggere notizie false, per di pi\u00f9\u00a0 pilotate dall&#8217;esterno?\u00a0 La<strong> diffusione media<\/strong> di Libero (dati <a href=\"http:\/\/www.primaonline.it\/2012\/09\/07\/109215\/quotidiani-luglio-2012-2\/\">audipress, Luglio 2012<\/a>)  \u00e8 di circa 95mila copie. Se crediamo a queste cifre (teniamo\u00a0 conto che  sono numeri dichiarati dagli editori) significa che c&#8217;\u00e8 ancora un  numero consistente di persone che acquistano quel prodotto. Ad esempio Il Fatto Quotidiano, per citare un&#8217;altra  testata di tiratura media, ha una diffusione di poco pi\u00f9 di 54mila copie.<\/p>\n<p>Perch\u00e8 ancora lo <strong>comprano<\/strong>, Libero? Insomma, come mai per i giornali l&#8217;azione catartica del mercato non funziona bene come per le mozzarelle Bufal\u00ec e i cellulari Sampipp?<\/p>\n<p>Ecco le prime\u00a0 risposte che mi vengono in mente.<\/p>\n<p>Uno, chi\u00a0 compra Libero non sa niente della vicenda. Come il vecchio <strong>rimbambito<\/strong> che compra ancora la mozzarella di pipistrello. Possibile, ma improbabile.<\/p>\n<p>Due,\u00a0 il panorama del giornalismo \u00a0 \u00e8 cos\u00ec desolante che uccide il gusto per il prodotto di qualit\u00e0:\u00a0 la notizia tarocca non scandalizza pi\u00f9 di tanto, perch\u00e8\u00a0 l&#8217;intero mercato dell&#8217;informazione \u00e8 a sua volta una<strong> mega-patacca<\/strong> piena di mozzarelle avariate, prodotte senza alcun rispetto per chi le compra. Questo \u00e8 abbastanza vero, se si considera ad esempio\u00a0 quanto <a href=\"http:\/\/www.odg.it\/files\/ricerca_smascheriamo_gli_editori_+%20editore.pdf\">vengono pagati i pezzi scritti <\/a>dai <strong>freelance<\/strong> (a cui ormai si deve una fetta sempre pi\u00f9 grande di quello che si legge\u00a0 sui quotidiani).<\/p>\n<p>Prendiamo Libero, visto che ne parliamo: 15 euro lordi a pezzo in cronaca nazionale, anche per una notizia in apertura (dati 2010-2011). <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\">Repubblica<\/a>, a fronte\u00a0 16 milioni di euro di finanzamenti pubblici,\u00a0 corrisponde\u00a0\u00a0 30 euro lordi per un pezzo di 5-6mila battute. E c&#8217;\u00e8\u00a0 chi paga ancora meno. Leggere per credere. Buona  parte dell&#8217;informazione italiana \u00e8 fatta cos\u00ec, con du&#8217; bracci e una  lira. Ma davvero pensate che per\u00a0 15 euro, o anche meno,\u00a0 che ci sia qualcuno disposto ad applicare le buone regole del giornalismo, a fare ricerche minuziose, raccogliere fatti, verificare fonti e informazioni, magari intervistare qualcuno e tirare fuori una notizia decente? Fatte le dovute proporzioni, \u00e8 come se qualcuno millantasse di produrre  un buonissimo olio extravergine o una fantastica\u00a0 mozzarella di bufala  DOC per qualche centesimo al chilo. Normale che la patacca sia dietro  l&#8217;angolo. Fisiologico che la cialtroneria sia la norma.<\/p>\n<p>Eppure, mi direte, non \u00e8 il mercato che dovrebbe imporre una politica di qualit\u00e0? Un giornale migliore, pi\u00f9 autorevole, pi\u00f9 curato dovrebbe avere pi\u00f9 lettori e inserzionisti e guadagnare di pi\u00f9, e magari remunerare meglio i propri collaboratori. Perch\u00e8 questo non succede?<\/p>\n<p>Terza spiegazione: chiss\u00e0, forse il mercato funzionerebbe, se non fossimo\u00a0 tutti acquirenti\u00a0 a <strong>nostra insaputa. <\/strong>Per il fatto stesso di pagare le tasse, compriamo tutti\u00a0 un sacco di copie di giornali, senza neanche uscire di casa e andare in edicola. Come molte altre testate, Libero\u00a0 ha beneficiato di <strong>contributi pubblici <\/strong>diretti e indiretti:  40 milioni di euro fra il\u00a0 2003 al 2009 (secondo <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Libero_%28quotidiano%29#cite_note-16\">wikipedia<\/a> che cita un <a href=\"http:\/\/www.ibs.it\/code\/9788856600179\/forbice-aldo\/faraoni-come-mille.html\">libro<\/a>). Nel solo 2006, anno della mega-patacca Fariniana, il giornale ha percepito <a href=\"http:\/\/www.odg.it\/files\/ricerca_smascheriamo_gli_editori_+%20editore.pdf\">contributi statali per 5.451.451 Euro<\/a> che gli hanno permesso\u00a0 di chiudere i bilanci in sostanziale pareggio.\u00a0 In un articolo del 2011,\u00a0 l&#8217;<a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/dettaglio\/che-casino-dietro-libero\/2144951\/\/0\">Espresso<\/a> spiegava come, nonostante i finanziamenti pubblici, Libero fosse comunque in una situazione economica precaria, e di certo non in grado di generare profitti.<\/p>\n<p>Insomma, come molte altre realt\u00e0 editoriali, Libero non\u00a0 sarebbe mai riuscito a sopravvivere con mezzi propri, e cio\u00e8\u00a0 contando\u00a0 sulla fedelt\u00e0 e l&#8217;apprezzamento del proprio pubblico.\u00a0 Mi risulta difficile pensare in termini di <em>qualit\u00e0 <\/em>se il cliente pagante \u00e8 una variabile marginale rispetto alla generosit\u00e0 statale.<\/p>\n<p>Ora , datemi pure del qualunquista e dell&#8217;illuso,\u00a0 ma preferirei sapere\u00a0 che se un giornale esiste, sopravvive e prospera, \u00e8 perch\u00e9 la gente davvero\u00a0 lo sceglie e\u00a0 lo compra, proprio come fa con la mozzarella, senza gli\u00a0 effetti di\u00a0 un mercato <strong>drogato<\/strong> da sussidi statali.<\/p>\n<p>Non mi va di\u00a0 svegliarmi la mattina e chiedermi se anch&#8217;io, con\u00a0 le mie tasse, ho comprato senza saperlo un po\u2019 di copie di qualche giornale-patacca.<\/p>\n<p>&#8212;-<\/p>\n<p><strong>Addendum<\/strong>: Per chi dice che tutto il mondo \u00e8 paese: date un&#8217;occhiata alla lista dei <a href=\"http:\/\/journalism.about.com\/od\/ethicsprofessionalism\/tp\/journalismscandals.htm\">pi\u00f9 grandi scandali giornalistici<\/a> (USA) degli anni &#8216;2000. Leggete la storia di <a href=\"http:\/\/www.usatoday.com\/news\/2004-03-18-2004-03-18_kelleymain_x.htm\">Jack Kelley<\/a>, Jayson Blair e di altri pataccari a stelle e striscie, e dei loro direttori, poi cercate le differenze con i nostri.\u00a0 Indovinate \u00a0<a href=\"http:\/\/www.camera.it\/29?shadow_deputato=302952&amp;idpersona=302952\">dove sta Renato Farina<\/a>?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I tarocchi giornalistici e l&#8217;elogio del lettore pagante.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0},"categories":[12],"tags":[262,261,259,260],"aioseo_notices":[],"builder_content":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/745"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=745"}],"version-history":[{"count":36,"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/745\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":748,"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/745\/revisions\/748"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=745"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=745"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=745"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}