{"id":3143,"date":"2025-02-19T13:27:52","date_gmt":"2025-02-19T12:27:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/?p=3143"},"modified":"2025-02-19T13:29:55","modified_gmt":"2025-02-19T12:29:55","slug":"agent-of-chaos-come-funziona-la-comunicazione-di-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/agent-of-chaos-come-funziona-la-comunicazione-di-trump\/","title":{"rendered":"Agent of Chaos: come funziona la comunicazione di Trump"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" title=\"41F34LRljlL._AC_UY1000_.jpg\" src=\"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/files\/2025\/02\/41F34LRljlL._AC_UY1000_.jpg\" alt=\"41F34LRljlL AC UY1000\" width=\"371\" height=\"398\" border=\"0\" \/><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Cosa c\u2019\u00e8 davvero dietro alle parole di Donald Trump?<br \/>In questo post prover\u00f2 a decodificare la strategia comunicativa del presidente americano e le sue esternazioni, evitando di esprimere giudizi (per nulla positivi) sul personaggio e tenendomi alla larga dalle\u00a0\u00a0analisi politiche anche se ormai, come si vede, la politica la decidono le piattaforme di comunicazione.\u00a0Concentriamoci dunque sugli aspetti comunicativi che possiamo sintetizzare come segue:<\/p>\n<p><strong>La dottrina comunicativa di Trump si basa essenzialmente sul caos.<\/strong><\/p>\n<p>Le sue dichiarazioni sono (o appaiono) estemporanee e ondivaghe, non teme di contraddirsi perch\u00e9 sa che il suo target di riferimento non rileva le contraddizioni logiche e cos\u00ec facendo crea attorno a se un turbine di confusione che disorienta allo stesso modo gli avversari e gli alleati (che nella sua logica appaiono comunque come avversari).<\/p>\n<p><strong>Trump \u00e8 un prodotto dei social media<\/strong>, in particolare di Twitter e TikTok, e i<strong>l suo stile comunicativo si \u00e8 forgiato su queste piattaforme<\/strong>. Assertivit\u00e0 estrema, contenuti a valanga, dichiarazioni che si accavallano senza sosta e catalizzano l&#8217;attenzione in modo ipnotico. Lo scopo- proprio come nelle piattaforme- \u00e8 non dare fisicamente il tempo al target di riflettere, pensare, esercitare una analisi critica e quindi agire di conseguenza. Mentre <strong>le testate di tutto il mondo fanno l&#8217;esegesi della sua ultima esternazione, Trump ne ha gi\u00e0 sfornate altre quattro,<\/strong> spesso contraddicendo quelle precedenti.<\/p>\n<p>E&#8217; una strategia ondivaga e distruttiva che demolisce la credibilit\u00e0 dell&#8217;intera nazione che si trova a dirigere, ma per lui funziona benissimo. \u00a0L\u2019unico obbiettivo che sembra perseguire in modo coerente (gi\u00e0 dal primo mandato, senza contare l\u2019assalto al Campidoglio dei suoi) \u00e8 \u00a0infatti il \u00a0 caos- condizione essenziale per la democratura che sembra voler realizzare. La sua comunicazione, totalmente disintermediata e mutuata dalle piattaforme \u00e8 funzionale a <strong>creare confusione, divisione e distrazione dal fallimento prevedibile dei traguardi reali rispetto alle promesse e agli slogan.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Un esempio recentissimo (che domani sar\u00e0 gi\u00e0 dimenticato): <strong>l&#8217;esternazione pesantissima, di \u00a0Trump rispetto all&#8217;Ucraina (la guerra \u00e8 colpa di Zelensky!)<\/strong>. Si tratta verosimilmente, un modo per distrarre tutti dal sostanziale fallimento dei colloqui con la russia del giorno prima, evento pubblicizzato come decisivo che non ha portato di fatto alcun risultato. il classico decoy, un fuoco di sbarramento il cui shock paralizza chi voglia analizzare e decodificare i risultati reali del giorno prima. <\/p>\n<p>L\u2019idea di base \u00e8 sempre la stessa: se la dichiarazione di oggi \u00e8 sempre pi\u00f9 forte di quella di ieri, non c&#8217;\u00e8 spazio e tempo per approfondire e ragionare. Ad ogni nuova esternazione, la posta deve salire, e ben preso rischia di arrivare oltre i limiti estremi. La ricerca di un nemico e non pu\u00f2 fermarsi, trasformando alleati in avversari. La credibilit\u00e0 politica, economica e diplomatica diventa zero. La narrazione \u00e8 destinata ad allontanarsi sempre pi\u00f9 dalla realt\u00e0. Paura e odio sociale sfuggono dal controllo. Nulla di inedito nel mondo della comunicazione se non fosse, per la prima volta, lo stile distintivo e l&#8217;unica arma dialettica di un presidente americano. Che con una frase \u00a0pu\u00f2 distruggere decenni di alleanze, equilibri e relazioni internazionali. \u00a0Di nuovo: caos,\u00a0l&#8217;unico obbiettivo che si possa intravedere oggi in Trump.<\/p>\n<p><strong>Enrico Mattei<\/strong> notoriamente si vantava di usare i giornali come taxi, pagando la corsa. Oggi, usare le <strong>piattaforme come taxi per creare realt\u00e0 alternative<\/strong> funziona ancora meglio ma significa pagare un tassametro che arriva a cifre milionarie in pochi giorni. Stare a bordo per anni e non perdere rilevanza significa disporre di budget faraonici, oppure di potere di scambio ai pi\u00f9 alti livelli- che \u00e8 quello che vediamo abbastanza chiaramente con Trump. \u00a0Tutte insieme, le sette pi\u00f9 <strong>grandi piattaforme social e web rappresentano in revenue meno del 2% del totale USA<\/strong>. Pochissimo rispetto ad altri settori, ma abbiamo visto i capi di queste piattaforme fare da vessilli (e a volte vassalli) dello show trumpiano.<\/p>\n<p>Il potere sovradimensionato di queste piattaforme \u00a0non si basa sulla forza economica \u00a0ma <strong>sulla conoscenza e analisi dei target,<\/strong> la capacit\u00e0 di creare e presentare narrazioni alternative alla realt\u00e0 diverse per ogni utente, con il risultato di far agire di pancia \u00a0milioni di persone contro il loro stesso interesse. Quando la tua proposta politica non esiste se non in una realt\u00e0 parallela, hai bisogno di strumenti per far vivere i tuoi elettori in una realt\u00e0 del genere e mantenerti \u00a0rilevante. In questo, lo stile comunicativo trumpiano non \u00e8 cos\u00ec diverso da quello dei movimenti populisti europei, e da quello del cremlino, e nell&#8217;economia delle piattaforme queste realt\u00e0 comunicative sono probabilmente pi\u00f9 vicine e contigue di quello che si vede da fuori.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Quali contromisure comunicative si possono attuare<\/strong> rispetto ad una strategia cos\u00ec distruttiva? <\/p>\n<p>Una prima risposta \u00e8 che <strong>il chiasso \u00e8 sempre a vantaggio di chi lo crea, mentre il silenzio rischia di renderlo irrilevante.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Un esempio positivo \u00e8 quello offerto dalla <strong>Danimarca<\/strong> che di fronte alle esternazioni di Trump sulla <strong>Groenlandia<\/strong> ha scelto, strategicamente, il <strong>no-comment<\/strong> invitando i parter europei a fare altrettanto.\u00a0Dal giorno dopo, Trump ha cambiato argomento, la rilevanza del suo discorso di colpo ha perso trazione e di quella cosa non si \u00e8 quasi pi\u00f9 parlato. Torner\u00e0 all&#8217;attacco con mezzi pi\u00f9 concreti? Anche se fosse, averlo silenziato ed essersi presi \u00a0il tempo di reagire sar\u00e0 stato comunque la migliore opzione. Se era solo una sparata, ancora meglio.<\/p>\n<p><strong>Il deplatforming<\/strong> (letteralmente: togliere il podio da sotto i piedi) <strong>\u00e8 la contromisura d&#8217;elezione per chi vive molto di visibilit\u00e0 e poco o niente di risultati.<\/strong> Quando Twitter (ancora non nelle mani di E.M) <strong>chiuse l&#8217;account di Trump<\/strong> fu un&#8217;azione plateale di deplatforming. La rilevanza di Trump croll\u00f2 a tal punto che fu costretto a creare un suo social (non particolarmente di successo) e infine ad allearsi con il nuovo padrone di Twitter, pardon, X. Creare una piattaforma da zero non \u00e8 per nulla facile, neanche per lui.\u00a0<\/p>\n<p>A medio termine, nel contesto di rapporti meno collaborativi con gli alleati di un tempo, l&#8217;Europa potrebbe (secondo me dovrebbe) anche <strong>valutare misure draconiane per limitare\u00a0<\/strong>l&#8217;influenza delle piattaforme e dei troll. In caso contrario, milioni di elettori continueranno sempre pi\u00f9 a votare e agire contro il loro stesso interesse, \u00a0convinti da notizie false e spesso ridicolmente assurde create a tavolino \u00a0e diffuse a pagamento sulle piattaforme social. <\/p>\n<p>L&#8217; identificazione obbligatoria degli utenti che aprono un account (non necessariamente i dati sarebbero pubblici) sarebbe un primo passo, anche se parziale. Molto meglio sarebbe imporre alle piattaforme un diverso modello di business, basato sull&#8217;iscrizione a pagamento e non sulle inserzioni. Ma quella \u00e8 un&#8217;altra storia.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cosa mira  la comunicazione del presidente americano, forgiata sui social media.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0},"categories":[3],"tags":[334,554,350,494,529],"aioseo_notices":[],"builder_content":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3143"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3143"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3143\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3146,"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3143\/revisions\/3146"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3143"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3143"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3143"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}