{"id":3001,"date":"2023-04-13T11:56:21","date_gmt":"2023-04-13T09:56:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/?p=3001"},"modified":"2023-04-13T13:32:52","modified_gmt":"2023-04-13T11:32:52","slug":"npr-lascia-twitter-lincubo-delle-piattaforme-si-avvera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/npr-lascia-twitter-lincubo-delle-piattaforme-si-avvera\/","title":{"rendered":"NPR lascia Twitter. L&#8217;incubo delle piattaforme si avvera?"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" title=\"Npr quits twitter.png\" src=\"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/files\/2023\/04\/Npr-quits-twitter.png\" alt=\"Npr quits twitter\" width=\"401\" height=\"252\" border=\"0\" \/><\/p>\n<p>Una delle pi\u00f9 grandi e prestigiose media organization- con la quale ho avuto anche il piacere di collaborare- smetter\u00e0 di postare nuovi contenuti su Twitter. Il casus belli \u00e8 il label (governement-funded media) che Musk ha arbitrariamente affibbiato a <a href=\"https:\/\/www.npr.org\/\">NPR<\/a> e che l\u2019emittente rifiuta categoricamente.\u00a0Ma non \u00e8 sul motivo dello scontro che mi interessa riflettere.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 che NPR \u00e8 forse il primo grande produttore di contenuti a mettere le piattaforme social di fronte al loro vero incubo: rimanere senza contenuti. Cosa che si sta silenziosamente realizzando, a prescindere dalla mossa di NPR.<\/p>\n<p>Le piattaforme non diventano miliardarie con le foto di quello che hai preparato per cena o con le lamentele su come di sei svegliato stamattina. Alla base del modello di business delle piattaforme social c&#8217;\u00e8 la produzione massiccia e soprattutto GRATUITA di contenuti da parte di una minoranza di profili.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" style=\"float: left;\" title=\"IMG_1093.PNG\" src=\"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/files\/2023\/04\/IMG_1093.png\" alt=\"IMG 1093\" width=\"261\" height=\"348\" border=\"0\" \/>Senza una quota sufficiente di contenuti davvero engaging, che facciano discutere, una piattaforma social collassa su se stessa come un cartone vuoto. Le piattaforme non sono in grado di produrre autonomamente contenuti. O meglio lo sarebbero, ma costerebbe troppo e il modello collasserebbe comunque.<\/p>\n<p>Ogni giorno, miliardi di utenti scrivono commenti, leggono e discutono contenuti prodotti da pochi milioni di &#8220;creatori di contenuti&#8221; che li postano gratis sui social.<\/p>\n<p>A monetizzare per\u00f2 \u00e8 la piattaforma, non chi ha prodotto il contenuto.<\/p>\n<p>Questo modello ha funzionato benone fino a poco tempo fa ma mostra lentamente le sue crepe, sotto forma di una carenza di contenuti originali che \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente.<\/p>\n<p>Dopo anni di tempo regalati alle piattaforme, sempre pi\u00f9 \u00a0creatori di contenuti si chiedono perch\u00e9 mai debbano continuare a farlo. Certo, le piattaforme offrono accesso ad un ampio pubblico ma la visibilit\u00e0 \u00e8 effimera e relegata alla singola piattaforma che ne controlla tutti gli aspetti: qualunque post che contenga un link esterno, ad esempio, viene riconosciuto e cassato dalle piattaforme, che non lo mostrano a nessuno.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 regalare tempo e risorse ad una piattaforma che non ti paga, ti banna a piacimento e ti impedisce pure di far conoscere la tua attivit\u00e0 al di fuori della piattaforma? Che razza di contratto \u00e8?<\/p>\n<p>Non \u00e8 una questione banale. La realt\u00e0 che tocchiamo con mano \u00e8 che i creatori di contenuti sono sempre meno presenti sulle piattaforme dove non si monetizza, e quando lo fanno ci stanno sempre meno e producono roba sempre meno originale. Bisognerebbe essere dentro alle piattaforme per avere i dati, ma il turnover sembra sempre pi\u00f9 veloce.<\/p>\n<p>Anche i grandi produttori come giornali e TV hanno finora accettato di regalare contenuti alle piattaforme (si tratta in fondo di rimpacchettare contenuti che comunque preparano per i loro canali) in cambio di visibilit\u00e0 ed engagement. Secondo me non hanno fatto sempre benissimo i conti ma per le piattaforme questo significa avere il garantito il loro maggiore flusso di contenuti originali. Almeno fino ad ora.<\/p>\n<p>La vicenda Twitter-NPR mette il luce l&#8217;arroganza con cui le piattaforme trattano anche i loro grandi produttori di contenuti, come se avessero loro il coltello dalla parte del manico, come se il veicolo e la macchina di visibilit\u00e0 potessero fare a meno del contenuto.Non \u00e8 cos\u00ec, e NPR, andandosene da Twitter, lancia un messaggio chiaro: siamo noi che produciamo i contenuti e li mettiamo dove ci trattano bene. Senza un flusso di contenuti le piattaforme perdono soldi.<\/p>\n<p>La carenza di contenuti veri, non di iscritti, \u00e8 il vero incubo delle piattaforme.<\/p>\n<p>Uno scenario realistico \u00e8 che i produttori di contenuti si sveglino dall&#8217;ipnosi e facciano i conti, andando solo sulle piattaforme che convengono davvero. Nel caso di NPR, ad esempio, l&#8217;emittente sottolinea che Facebook e Instagram sono- per loro- veicoli molto pi\u00f9 efficaci in termini di engagement e accesso ai contenuti sui loro canali.<\/p>\n<p>La mia personale previsione \u00e8 che Musk sar\u00e0 costretto a chiedere scusa a NPR come un commesso che ha insultato un ottimo cliente e NPR alla fine torner\u00e0 su Twitter. Ma l&#8217;avvertimento c&#8217;\u00e8, ed \u00e8 serio: per la prima volta un grande media se ne va portandosi dietro la palla.<\/p>\n<p>Se vogliono sopravvivere, le piattaforme devono cambiare atteggiamento nei confronti di chi produce i contenuti originali e iniziare a dare loro soldi veri oppure qualcosa che non sia una visibilit\u00e0 di cartone dove loro controllano tutto e passano all&#8217;incasso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La carenza di contenuti veri, non di iscritti, \u00e8 il vero incubo delle piattaforme.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0},"categories":[3],"tags":[497,334,496,498,494,495],"aioseo_notices":[],"builder_content":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3001"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3001"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3001\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3004,"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3001\/revisions\/3004"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3001"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3001"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3001"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}