{"id":2262,"date":"2022-03-14T16:11:55","date_gmt":"2022-03-14T15:11:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/?p=2262"},"modified":"2022-03-14T17:54:19","modified_gmt":"2022-03-14T16:54:19","slug":"17-million","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/17-million\/","title":{"rendered":"1,7 Million"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" title=\"cosa c'\u00e8 nei vaccini.jpg\" src=\"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/files\/2022\/03\/cosa-ce-nei-vaccini.jpg\" alt=\"video vaccini\" width=\"599\" height=\"337\" border=\"0\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>Quando chiesero a Marina Abramovich cosa \u00e8 l\u2019 &#8220;arte&#8221;<\/strong> lei rispose che se un\u2019opera o una performance le fai nel posto giusto, la chiamano arte, altrimenti no. (non \u00e8 una citazione verbatim ma il concetto \u00e8 quello).\u00a0<\/p>\n<p>Parafrasando potremmo dire che n<strong>el mondo culturale italiano la definizione di &#8220;giornalismo&#8221; o &#8220;informazione&#8221; dipende molto da dove la fai<\/strong>.\u00a0Se ad esempio una cosa la fai in TV o in certe testate si chiama &#8220;giornalismo&#8221;, &#8220;informazione&#8221; o &#8220;cultura&#8221;, anche se la fai male e ti vedono quattro gatti.\u00a0<strong>Se invece la fai su Youtube sei uno &#8220;youtuber&#8221;,<\/strong> (sottinteso in certi ambienti: l&#8217;equivalente culturale di un buffone, o di un intrattenitore). Anche se la fai bene, anche se trasmetti messaggi molto pi\u00f9 efficaci e ti vedono in tanti.<\/p>\n<p><strong>La classifica di &#8220;seriet\u00e0&#8221; percepita<\/strong> nel mondo dell&#8217;informazione italiano, diciamo cos\u00ec piuttosto autoreferenziale, potremmo riassumerla nel modo seguente:<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>-Se sei un giornalista e vai in TV, sei arrivato.\u00a0<br \/>-Se sei un giornalista e stai su Twitter, sei un giornalista.<br \/>-Se sei un giornalista e stai su Facebook, cazzeggi con le foto dei viaggi o ti fai promozione con i boomers.<br \/>-Se sei un giornalista e stai su Youtube, sei uno youtuber.<br \/>(Se sei un giornalista e stai su Instagram, sei semplicemente a caccia di f.ga.)<\/p>\n<p>Ora a me questo schema crea diversi problemi. Prendiamo ad esempio Youtube. U<strong>n <a href=\"https:\/\/youtu.be\/PFiaya8xNmU\">mio video sui vaccini<\/a> \u00e8 il terzo contenuto italiano pi\u00f9 visto sul tema con 1,7 milioni di visualizzazioni<\/strong> (poco dopo quelli di Cartoni Morti e escludendo un paio di inutili video di battibecco acchiappaclick presi dai talk show ).<\/p>\n<p>Non sono qui a fare l&#8217;apologia delle views: chi segue i miei corsi di comunicazione sa quanto consideri poco rilevanti queste metriche da sole.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 che molti \u00a0miei video Youtube, dati Nielsen alla mano, <strong>hanno in media una audience pi\u00f9 alta della maggior parte dei programmi TV di daytime e anche di certi programmi serali.<\/strong> I miei video durano peraltro durano 15-20 minuti e oltre, contro i 30 secondi medi di approfondimento offerto dalla TV generalista. Sulla rispettiva qualit\u00e0 dei contenuti non dovrei essere io a giudicare, e non lo far\u00f2, ma sui numeri questa \u00e8 la realt\u00e0, e vale a maggior ragione per i canali social di colleghi che sono anche pi\u00f9 seguiti di me.<\/p>\n<p>Eppure<strong> Youtube, nella mente di molti, resta un medium da sfigati,<\/strong> di quelli &#8220;che in TV non ci vanno e quindi si arrangiano in casa&#8221;. <br \/>Niente aurea di expertise perch\u00e9 te la suoni e canti da solo, in casa tua, con le magliette sceme.<\/p>\n<p>Non vale solo per Youtube. Quando per mesi, durante la pandemia, <strong>ho scritto su Facebook critiche documentate riguardo al CTS<\/strong>, sono rimaste dov&#8217;erano: nel mondo social, seppure lette e apprezzate da migliaia di lettori e scopiazzate (maluccio) da qualche giornalista che le aveva lette.\u00a0Dopo che ho pubblicato \u00a0sostanzialmente <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/d43978-021-00015-8\">gli stessi contenuti su Nature Italy<\/a>\u00a0i dubbi sono entrati nel dibattito pubblico e hanno avuto un discreto impatto, e io stesso sono stato chiamato a parlarne nei media &#8220;mainstream&#8221;.<\/p>\n<p>D&#8217;accordo, Nature \u00e8 una rivista seria, quello che ho scritto \u00e8 stato soggetto ad una verifica editoriale, ed \u00e8 logico che si goda di un autorevolezza di riflesso data da una testata prestigiosa. Ma questo giustifica tutta questa differenza nella percezione? E quante testate italiane effettuano lo stesso controllo editoriale ai contenuti? (spoiler: nessuna)<\/p>\n<p><strong>Vi faccio un altro esempio: i libri.<\/strong> Mi \u00e8 capitato di parlare di DNA in un libro che mi ha dato molte soddisfazioni e poi di declinare lo stesso contenuto in alcuni video divulgativi su Youtube. \u00a0Nell&#8217;asfittico mondo culturale italiano, il libro \u00e8 stata la vera &#8220;patente&#8221; per entrare nel dibattito, con il corollario di inviti ai festival e agli eventi (quelli pagati, s&#8217;intende, per quelli gratis va sempre bene tutto). Non mi lamento, si intende. Per\u00f2 i video ( stesso tema, stesso autore: io) hanno raggiunto un pubblico quasi cento volte maggiore.<\/p>\n<p>Avere pubblicato u<strong>n libro \u00e8 oggettivamente una garanzia di maggiore qualit\u00e0 dei miei contenuti?<\/strong> No, e lo dico da autore di libri. Quello che scrivi \u00e8 quello che esce, fatto salvo l&#8217;utilissimo intervento di redattori e correttori di bozze sui testi. La <strong>qualit\u00e0 dipende dal contenuto, non dal mezzo<\/strong>. Ma mettere &#8220;autore del libro tal di tale&#8221; nel sottopancia \u00e8 un&#8217;altra cosa.<\/p>\n<p>L&#8217;impressione \u00e8 che <strong>l&#8217;attaccamento al supporto, al medium, invece che al contenuto raggiunga livelli quasi feticistici in certi ambienti culturali.<\/strong> E&#8217; un loop autoreferenziale che alla fine fa s\u00ec che certi canali e testate e chi li frequenta abitalmente siano sovrastimati e a volte sovrafinanziati. Il fattore economico \u00e8 evidentemente fondamentale, cos\u00ec come quello della cost-effectiveness di certi media, ma ci torner\u00f2 in altre occasioni.<\/p>\n<p>Per ora mi fermo qui, sottolineando che <strong>resto un giornalista scientifico in tutti i canali, anche in quelli dove il giornalismo secondo alcuni non esiste.<\/strong> Almeno finch\u00e9 ne avr\u00f2 voglia e tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Quando chiesero a Marina Abramovich cosa \u00e8 l\u2019 &#8220;arte&#8221; lei rispose che se un\u2019opera o una performance le fai nel posto giusto, la chiamano arte, altrimenti no. 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