{"id":2225,"date":"2021-10-05T15:22:52","date_gmt":"2021-10-05T11:22:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/?p=2225"},"modified":"2021-10-05T17:07:58","modified_gmt":"2021-10-05T15:07:58","slug":"polvere-alla-polvere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/polvere-alla-polvere\/","title":{"rendered":"Polvere alla polvere"},"content":{"rendered":"<h2>Reality check: le news servono \u00a0a informare. Non a \u00a0intrattenere o a mostrare quanto sei bravo a scrivere.<\/h2>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" title=\"Untitled design (12).jpg\" src=\"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/files\/2021\/10\/Untitled-design-12.jpg\" alt=\"Dust\" width=\"599\" height=\"337\" border=\"0\" \/><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 13px;\">Se c&#8217;\u00e8 una cosa che mi ha  sempre esilarato della stampa italiana \u00e8 l&#8217;ambizione narrativa improvvida  di tanti giornalisti di cronaca. Questa tendenza un po&#8217; provinciale \u00e8 particolarmente fervida nelle testate locali, cosa che me le rende amatissime<\/span>.<\/strong><\/p>\n<p>Al Bar Trombetta, ad esempio, sfoglio avidamente le testate locali appoggiate sul bancone frigo dei gelati Stocchi cercando quei cronisti che per raccontare l&#8217;incidente tra motorino e bici all&#8217;angolo tra il negozio NonsoloSchiacciate e la vetrina di AltamodaGiusy si reincarnano in Hemingway e sparano tre cartelle descrivendo l&#8217;orrore dei pezzi di plastica rossi del fanale sparsi sul marciapede dove poco prima giocavano ignari e innocenti bambini. Senza magari dare le informazioni essenziali: chi, dove, quando. <\/p>\n<p>Qualche volta, di nascosto, quei pezzi li ritaglio e me li metto in tasca per rigustarmeli con calma.<\/p>\n<p>Con il <strong>rapido deterioramento dei media<\/strong>, che pare ormai paghino i collaboratori in sacchetti di lupini, i pezzi di cronaca che sembrano scritti da Truman Capote, ma nella versione da morto e sotto acido, si moltiplicano anche nelle testate nazionali.<br \/>Cercando ad esempio informazioni su una tragedia aerea in una testata nazionale, mi \u00e8 toccato oggi leggere il classico pezzo di &#8220;colore&#8221; che si apre ad effetto con &#8220;cani al guinzaglio che sono nervosi, e i padroni che li portano a pascolare sull&#8217;erba li strattonano via&#8230;&#8221;, e continua con ripetuti richiami alla polvere, quella dei palazzi distrutti, dei corpi polverizzati (ma si pu\u00f2&#8230;) tutto per chiudere con l&#8217;immagine delle ricche vittime e dei loro soldi ormai ridotti in polvere. Sic transit gloria mundi.\u00a0In questo favoloso arco narrativo, anche ammesso che ti piaccia, le informazioni fattuali che servono a capirci qualcosa le devi cercare altrove. Magari in un&#8217;altra testata.\u00a0<\/p>\n<p>In questi pezzi recepisco soprattutto la frustrazione di gente che magari \u00e8 uscita da lettere moderne o comunicazione con il 110 e lode, ha nel cassetto dieci potenziali bestseller e per campare o fare pratica si ritrova a raccontare della sagra della Nana Arrosto, si sente sminuita e cerca di sfogare il proprio talento creativo. E la cialtroneria dei caporedattori che ti chiamano e ti dicono di andare l\u00ec a fare il pezzo &#8220;di colore&#8221;, che tanto a mandarti l\u00ec gli costa quanto un caff\u00e8 al Ginseng.<\/p>\n<p>Ma vorrei sottolineare invece che <strong>la cronaca \u00e8 un ambito nobilissimo<\/strong> che merita di essere trattato come merita.<\/p>\n<p>Ad esempio ho imparato sul campo che <strong>la regola delle news \u00e8 sempre quella<\/strong>, saggissima, <strong>di attenersi alle famose &#8220;W&#8221; della scuola anglosassone<\/strong>. A meno forse di non essere un talento unico, ma ne nascono davvero pochi.<\/p>\n<p>Io che pure non ho mai avuto mai molta tendenza a colorare, e scrivo di scienza e non cronaca, <strong>quando cominciai a lavorare con le testate anglosassoni<\/strong> mi vidi tornare pi\u00f9 volte i miei pezzi corretti, con interi paragrafi cancellati perch\u00e9 facevano soltanto colore e non portavano alcuna informazione utile a capire la notizia o il contesto.\u00a0Insomma, batti batti alla fine ho capito che nelle news l&#8217;arco narrativo- che invece \u00e8 fondamentale ad esempio nel longform- conta quanto un due di picche.<\/p>\n<p>E&#8217; vero, le news cos\u00ec vengono tutte uguali, ma \u00e8 proprio l\u00ec il punto: la news serve a informare, non ad affascinare o intrattenere, e lo deve fare nel minore numero possibile di parole. Se poi hai un&#8217;apertura interessante meglio, ma non \u00e8 fondamentale.<\/p>\n<p><strong>Un concetto radicalmente opposto a quello che si inculca in Italia<\/strong>, dove dalle elementari all&#8217;Universit\u00e0, dai corsi di scrittura creativa a (perfino) alcuni master di giornalismo, si spinge in modo ossessivo sullo stile e l&#8217;abbellimento, sull'&#8221;intortamento&#8221; e sul &#8220;colore&#8221; tralasciando la parte essenziale.<\/p>\n<p>Ho fatto parte di legioni di would-be giornalisti abbeveratisi ai concetti italianissimi di &#8220;rimpolpamento&#8221; &#8220;apertura ad effetto&#8221; &#8220;chiosa&#8221; che purtroppo non servono a confezionare news &#8211; o perlomeno vanno usati con estrema parsimonia. Ne sono uscito migliore. Fallo anche tu.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Reality check: le news servono \u00a0a informare. Non a \u00a0intrattenere o a mostrare quanto sei bravo a scrivere. 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