{"id":2090,"date":"2020-06-01T14:30:01","date_gmt":"2020-06-01T12:30:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/?p=2090"},"modified":"2020-06-01T18:56:13","modified_gmt":"2020-06-01T16:56:13","slug":"il-bacio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/il-bacio\/","title":{"rendered":"Il Bacio"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/files\/2020\/06\/Fernando_Aiuti_bacio.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2091\" width=\"588\" height=\"459\" srcset=\"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/files\/2020\/06\/Fernando_Aiuti_bacio.jpg 435w, https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/files\/2020\/06\/Fernando_Aiuti_bacio-300x234.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 588px) 100vw, 588px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Questa non \u00e8 la prima epidemia devastante che ho vissuto. Da ragazzo ho subito il terrore di fronte ad una nuova e misteriosa malattia chiamata <strong>AIDS<\/strong>.<br><\/p>\n\n\n\n<p> Chi non c&#8217;era alla fine degli anni \u201980 faticher\u00e0 a capire la i dubbi e le paure di un\u2019intera generazione di giovani alle prese con quello che allora era un virus emergente: l&#8217;HIV.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio mentre l&#8217;acqua degli ormoni bolliva e bisogna cominciare a buttare la pasta, proprio mentre ci auguravamo di poter imitare, almeno per un po&#8217;, l&#8217;amore libero della generazione precedente, ci veniva detto di stare attenti, molto attenti, ma senza che davvero nessuno capisse il perch\u00e9, A cosa, a chi? Cosa si poteva fare, cosa no?<\/p>\n\n\n\n<p>Come per tutti i nuovi patogeni, le notizie contrastanti e le speculazioni si accavallavano alimentando la confusione. Sulle prime si parlava di un virus che colpiva solo i gay: il primo nome dell&#8217;AIDS fu <strong>GRID<\/strong> (Gay-related-immune deficiency). Poi venne il momento devastante del contagio tra i tossicodipendenti. Ricordo persone che potevo ritenere autorevoli ripetere a tutti che se non eravamo gay o tossici potevamo fregarcene.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, lo sappiamo, arriv\u00f2 la realt\u00e0 a picchiare duro, e mostrare che nessuno era immune dal rischio di una morte orribile, allora senza cure efficaci.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;AIDS non ci ha mai tenuti chiusi in casa e lontano da tutti ma era ed \u00e8 un vero bastardo. Per noi non era l&#8217;AIDS lontano e relativamente curabile di oggi. Era presente, tangibile, sconosciuto e letale. Un tarlo nei nostri cervelli incasinati che ci avvelenava la vita, proprio quando ce la dovevamo godere, e qualche volta portava via quella di amici o conoscenti.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;informazione governativa, pessima allora come oggi, mostrava pubblicit\u00e0 di persone con <strong><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=k33ta6HBotc\">aloni viola di contagio<\/a><\/strong>. Spot che hanno fatto la storia, in negativo, della comunicazione. Che ci lasciavano dubbiosi sui comportamenti da adottare e sul grado di distanziamento dagli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci si poteva infettare toccando un malato? Boh. Era pericoloso baciare o toccare una ragazza? E se aveva il virus? Si poteva fare petting? Boh.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo ancora dibattiti televisivi con le opinioni pi\u00f9 incredibili, dal negazionismo spinto alle punizioni divine per i peccatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Due cose cambiarono il corso degli eventi in quel periodo.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima- per me-  fu la lezione, una mattina al liceo, di <strong>due medici che vennero <\/strong>apposta dall&#8217;ospedale per fare il giro delle scuole. Li subissammo di domande senza remore, e loro risposero onestamente, senza paternalismi, in base a quello che in quel momento potevano sapere. Noi eravamo il target, noi eravamo quelli pi\u00f9 a rischio e pi\u00f9 spaventati, e noi avevamo il diritto di parlare con i medici, e sapere cosa loro sapevano.<\/p>\n\n\n\n<p>Era l&#8217; iniziativa di un giovane infettivologo che negli anni dar\u00e0 un contributo significativo all&#8217;ospedale e alla citt\u00e0. Molti dubbi, magari i pi\u00f9 stupidi, svanirono.<\/p>\n\n\n\n<p>Iniziarono i &#8217;90 con le notti magiche e i goal di Schillaci e tanti nuovi dati sull&#8217;HIV, ma le fake news sull&#8217;AIDS ancora imperversavano.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu allora che arriv\u00f2 la svolta per un&#8217; intera generazione dubbiosa e spaventata.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui si chiamava <strong>Ferdinando Aiuti<\/strong>, era un immunologo. Stufo di leggere notizie fasulle secondo cui il virus si trasmetteva con un semplice contatto ravvicinato, fece una cosa banale ma esplosiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Baci\u00f2 pubblicamente in bocca una ragazza positiva all&#8217;HIV, <strong>Rosaria Iardino<\/strong>. La foto del bacio fece il giro del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi \u00e8 difficile capire l&#8217;impatto enorme che ebbe quel gesto nella percezione pubblica della malattia, intrisa di pregiudizi e aloni viola intorno alla testa degli untori.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel gesto era l&#8217;antitesi del paternalismo che vediamo oggi: un accademico che, forte dei dati scientifici, ci giocava non solo la faccia, ma l&#8217;intera sua esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Credo che la gente percep\u00ec a pelle la forza e l&#8217;onest\u00e0 del messaggio. Da una parte opinionisti da salotto. Dall&#8217;altra uno scienziato che metteva il verdetto nella mani della realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Per un pubblico confuso, fu come se qualcuno avesse tolto di mezzo un peso, una spada di Damocle appesa. Il dibattito sull&#8217;AIDS non fu pi\u00f9 lo stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>In queste settimane ho pensato spesso a quel gesto, cos\u00ec attuale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella comunicazione pubblica sul COVID ho visto l&#8217;equivalente imbruttito dei vecchi spot dell&#8217;AIDS che erano gi\u00e0 brutti trent&#8217;anni fa.<\/p>\n\n\n\n<p>E come allora, vedo e leggo i negazionisti, le prime donne, quelli che per cui l&#8217;epidemia \u00e8 un complotto o una punizione divina.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma stranamente, tra coloro che sostengono che iL virus sia inesistente, inoffensivo, frutto di complotti internazionali, non ho visto ancora nessuno ispirarsi ad Aiuti, limonare con pazienti COVID e vedere cosa succede.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ho visto nessun opinionista andare a casa di malati senza mascherina e respirare un po&#8217; di tosse a pieni polmoni, giusto per mettere alla prova le proprie sicurezze scientifiche.<\/p>\n\n\n\n<p>La nuova societ\u00e0 dei <strong>droplets informativi <\/strong>in libert\u00e0 non contempla il rischio personale, la prova fisica delle proprie convinzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>I programmi con opinionisti non contemplano neanche una domanda sfidante, figuriamoci una tavola apparecchiata con stoviglie usate da pazienti covid da leccare- che \u00e8 quello che proporrei io a certi ospiti se avessi un programma.<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; una <strong>democrazia senza responsabilit\u00e0<\/strong>, dove tutti possono parlare ma nessuno \u00e8 chiamato a dimostrare con i fatti.<\/p>\n\n\n\n<p>Si chiama <strong>idiocrazia<\/strong> ed \u00e8 quello che ci meritiamo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa non \u00e8 la prima epidemia devastante che ho vissuto. 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