{"id":1928,"date":"2018-01-03T17:36:01","date_gmt":"2018-01-03T16:36:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/?p=1928"},"modified":"2018-01-04T12:44:36","modified_gmt":"2018-01-04T11:44:36","slug":"un-brutto-2018-per-il-premio-galileo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/un-brutto-2018-per-il-premio-galileo\/","title":{"rendered":"Un incerto 2018 per il premio Galileo"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-1929\" src=\"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/files\/2018\/01\/Premio_galileo-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"626\" height=\"417\" srcset=\"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/files\/2018\/01\/Premio_galileo-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/files\/2018\/01\/Premio_galileo-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/files\/2018\/01\/Premio_galileo-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/files\/2018\/01\/Premio_galileo.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 626px) 100vw, 626px\" \/><\/p>\n<p>Su <a href=\"http:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/caro-sindaco-perch%C3%A9-vuole-cambiare-premio-galileo\/autori-vari\/2017-12-30\">ScienzainRete<\/a> leggo che il <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Premio_letterario_Galileo_per_la_divulgazione_scientifica\">Premio Galileo per la divulgazione scientifica<\/a>, uno dei riconoscimenti pi\u00f9 ambiti nel campo della comunicazione scientifica italiana, \u00e8 destinato da quest\u2019anno a cambiare radicalmente, e in peggio. Il Comune di Padova, che ha avuto il merito di inaugurare e portare avanti per undici anni il premio, avrebbe infatti intenzione di modificare il meccanismo che lo rende speciale, riducendolo di fatto ad un premio locale come tanti.<\/p>\n<p>Nel 2013 ho avuto il privilegio di vincere il premio letterario Galileo. Per questo mi sento titolato in qualche modo a parlare di questa iniziativa, avendola vissuta in prima persona. Alcune personalit\u00e0 ed ex giurati del premio hanno scritto <a href=\"http:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/caro-sindaco-perch%C3%A9-vuole-cambiare-premio-galileo\/autori-vari\/2017-12-30\">una lettera aperta<\/a> invitando a ripensare questa decisione. Condivido la loro preoccupazione e cercher\u00f2 di riassumere perch\u00e9:<\/p>\n<ul>\n<li>Chiariamo subito: se non sei uno che scrive o legge libri di divulgazione (cio\u00e8 se statisticamente fai parte della maggioranza degli italiani) ti chiederai perch\u00e9 il mondo dovrebbe interessarsi alle sorti di un premio letterario dedicato al settore. Ottima osservazione: infatti, dovrebbe fregartene davvero poco. Perfino a me che ci lavoro interessa marginalmente un premio letterario dove gli autori se la suonano e se la cantano. <em>Il fatto &#8211; e questa \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante che voglio dire &#8211; che il Galileo \u00e8 molto pi\u00f9 di questo. Rappresenta infatti un\u2019occasione unica di incontro fra ragazzi, il mondo della scuole, insegnanti e autori intorno a contenuti interessanti. E\u2019 un cocktail benefico a lento rilascio, un\u2019esperienza che anche ad anni di distanza lascia segni positivi sui partecipanti.<\/em> Un\u2019alchimia che si \u00e8 creata non solo grazie al lavoro di chi la organizza, ma anche per la sua formula che lo rende un evento speciale.<\/li>\n<li>Il premio, modellato sul pi\u00f9 famoso Campiello, prevede la selezione di una cinquina di libri finalisti da parte di una giuria tecnica di esperti. I libri della cinquina (ingrediente fondamentale) vengono poi letti e votati da una giuria di studenti delle superiori, una classe per ciascuna provincia italiana, che decretano il vincitore.<\/li>\n<li>Girando per le scuole italiane (negli ultimi 4 anni ho incontrato quasi 18mila studenti) mi sono reso conto di quanto il Galileo sia stimato e conosciuto nel mondo della scuola superiore. E\u2019 anche difficile capire, senza averlo vissuto, quanto sia speciale per i ragazzi e i loro insegnanti partecipare a questa iniziativa. Quattro anni dopo la finale del Galileo, vengo ancora chiamato da insegnanti che hanno fatto parte della giuria con le loro classi e sono in contatto con studenti, oggi all\u2019universit\u00e0, che hanno letto e votato i libri finalisti. La giornata finale, con il centro di Padova gioiosamente invaso da centinaia di studenti di tutta Italia, \u00e8 un evento per il quale esistono pochi analoghi nel mondo, e che aveva lasciato di stucco anche due dei miei co-finalisti che venivano dall\u2019estero. Ho avuto la piacevole sensazione di partecipare ad una competizione dove l\u2019obbiettivo principale non era premiare gli autori (che pure sono contenti di vincere come in tutte le gare che contano) ma coinvolgere e responsabilizzare i ragazzi nella scelta critica. Pochi premi letterari hanno un tale potenziale di coinvolgimento nel lungo termine, e questo si deve al meccanismo attuale del premio e alla sua valenza nazionale.<\/li>\n<li>Ho scritto \u201cnazionale\u201d ma dovrei dire: \u201cinternazionale\u201d. Pur essendo il Galileo un premio per opere edite in italiano, molti autori sono stranieri, e di ottima levatura. In finale con me c\u2019erano bestselling authors come Sam Kean e Frank Close, che sono venuti a Padova. Il fatto che un autore di divulgazione relativamente sconosciuto (come il sottoscritto) possa competere con grandi autori stranieri, anche se in traduzione, \u00e8 raro nel panorama italiano. Ridurre un premio del genere all\u2019ambito locale significa senza mezzi termini ucciderlo.<\/li>\n<li>Per quanto possa sembrare un dettaglio noioso, la selezione a cui ho assistito \u00e8 di rara semplicit\u00e0 e trasparenza, e mette al centro i ragazzi, i loro gusti e senso critico come poche competizioni a mio parere sono riuscite a fare. L\u2019intera discussione e votazione della giuria tecnica \u00e8 ripresa in streaming, e tutti possono seguirla da Internet. Fino all\u2019ultimo voto che arriva dalla giuria popolare, nessuno conosce il nome dei vincitori. Meglio, molto meglio di Sanremo, per dire.<\/li>\n<li>Il cambiamento annunciato, a quanto pare, ridurrebbe drasticamente il numero di studenti in giuria limitandoli alle scuole intorno a Padova. Introdurrebbe anche, (ma perch\u00e9 poi?) una giuria di 200 ricercatori dell\u2019ateneo padovano che di fatto diluirebbe l\u2019ingrediente pi\u00f9 importante del premio: l\u2019opinione dei ragazzi che nel meccanismo attuale li rende i veri protagonisti dell\u2019iniziativa. Anche se fatto in perfetta buona fede, il nuovo meccanismo non potr\u00e0 mai essere altrettanto chiaro e trasparente di quello attuale. <em>Ma poi, davvero, perch\u00e9 mai far votare 200 ricercatori universitari per un premio letterario finora rivolto ai ragazzi?<\/em><\/li>\n<li>Come tutti, spero anch\u2019io che il comune di Padova ci ripensi e trovi le risorse, magari grazie ad nuovo sponsor. La scelta di cambiare sistema \u00e8 dettata da difficolt\u00e0 economiche che non sono una novit\u00e0. Gi\u00e0 nel 2013 gli organizzatori mi dissero che non vedevano un futuro roseo: i conti fino a quel momento erano tornati grazie al generoso supporto di sponsor industriali della zona ma che la crisi stava assottigliando i contributi privati. Le edizioni pi\u00f9 recenti hanno visto la riduzione degli studenti invitati a Padova (un tempo erano oltre 800 e tutti spesati con i loro insegnanti).<\/li>\n<li>Dobbiamo essere realistici: non \u00e8 facile chiedere a un\u2019amministrazione locale, di questi tempi, di dirottare soldi e tempo su un evento che va soprattutto a beneficio di ragazzi e scuole nel resto d\u2019Italia quando, magari, ci sono poche risorse per le scuole dietro casa. Per una citt\u00e0 come Padova \u00e8 anche difficile capitalizzare economicamente su un evento che richiama allegre scolaresche, invece che &#8211; per dire- su un festival che attiri gente famosa, sponsor con lustrini e ricche combriccole.<\/li>\n<li>Difficile ma non impossibile. Senza stare col piattino in mano, se si riconosce che il Galileo \u00e8 un evento di richiamo a livello nazionale, forse vale la pena di tirare fuori il miglior spirito manageriale e trovare una formula che convinca universit\u00e0, imprese, cittadini, attivit\u00e0 commerciali a contribuire anche economicamente alla sua crescita senza trasformarla in un premietto locale che andr\u00e0 a morire nel tempo. Ci vuole insomma la lungimiranza di capire che se un evento come il Galileo non ci sar\u00e0 pi\u00f9, alla lunga sar\u00e0 anche la citt\u00e0 ospitante a rimetterci.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su ScienzainRete leggo che il Premio Galileo per la divulgazione scientifica, uno dei riconoscimenti pi\u00f9 ambiti nel campo della comunicazione scientifica italiana, \u00e8 destinato da quest\u2019anno a cambiare radicalmente, e in peggio. 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