{"id":155,"date":"2008-02-11T15:13:13","date_gmt":"2008-02-11T14:13:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.greedybrain.com\/WP\/darwin-e-rock-speciale-sciencetune-per-il-darwin-day.html"},"modified":"2008-02-11T15:13:13","modified_gmt":"2008-02-11T14:13:13","slug":"darwin-e-rock-speciale-sciencetune-per-il-darwin-day","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/darwin-e-rock-speciale-sciencetune-per-il-darwin-day\/","title":{"rendered":"Darwin \u00e8 Rock!- Speciale ScienceTune per il Darwin Day"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify\">\n<p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">\n  <strong><br \/><\/strong>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">\n  <span style=\"font-weight: bold\"><span style=\"font-weight: normal\"><span style=\"font-weight: bold\">Happy Darwin Day!<\/span> L&#8217;evoluzione ha ispirato un bel p\u00f2 di belle canzoni rock. D&#8217;altra parte, la lotta per la sopravvivenza e l&#8217;ineluttabile indifferenza della Natura non sono scritte nel DNA del vero rocker? Ecco cosa ho trovato scavando nelle successioni del mio ipod:<\/span><\/span>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">\n  \n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">\n  Reperto # 1: l&#8217;urlo.\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">\n  <span style=\"font-weight: normal\">E&#8217; quello degli ironici Pearl Jam, che cantano il lato oscuro dell&#8217;evoluzione in questo brano di dieci anni fa esatti, da quell&#8217;album-perla che fu <em>Yield<\/em>.<\/span>\n<\/div>\n<blockquote>\n<p><em>I&#8217;m ahead\/ I&#8217;m a man\/ I&#8217;m the first mammal to wear pants\/I&#8217;m at peace with my lust\/I can kill cause in God I trust, yeah\/<\/em><em>Its evolution, baby!<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Da sparare a tutto volume nelle cuffie di Ratzi, mentre medita su come fare a diventare preside della Sapienza.<\/p>\n<p><strong>Reperto # 2: evolution for Dummies.<\/strong><\/p>\n<p>E&#8217; una filastrocca didattica, questa canzone che i californiani Third Eye Blind intitolano a Mr. Darwin himself:<\/p>\n<blockquote>\n<p><em>the chromosomes divide\/multiply and thrive\/<\/em><\/p>\n<p><em>And the strong survive\/And the strong survive<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Si consiglia di saltare la strofa che segue, dove un fantomatico astronauta fa <em>cross-breeding<\/em> con una scimmia. D&#8217;altra parte questo \u00e8 alternative rock, non un libro di testo della Garzanti. E tutti i gusti son gusti.<\/p>\n<p><strong>Reperto # 3: l&#8217;evoluzione del genio.<\/strong><\/p>\n<p>Johann Sebastian Bach scrisse le trenta variazioni Goldberg a partire dalla stessa aria iniziale, cosa che gi\u00e0 ne fa un piccolo compendio di evoluzione musicale. Come se non bastasse, il destino di queste note si incrocier\u00e0, secoli dopo, con quello di un giovane e allora sconosciuto pianista canadese, al secolo Glenn Gould, che nel 1955 scelse le oscure variazioni per il suo disco di esordio, con un successo straordinario. Ancora oggi quelle note, registrate in mono, fanno venire i brividi. Gould chiuse il ciclo poco prima di morire, nel 1981, registrando di nuovo lo stesso spartito. Ascoltate l&#8217;incredibile differenza fra le due versioni (quella che sentite \u00e8 la prima aria) e ditemi se non sembra racchiudere tutta la breve ma intensa esistenza di quell&#8217;incredibile pianista.<\/p>\n<p><strong>Reperto # 4: l&#8217;estinzione dei classiconi.<\/strong><\/p>\n<p>ll vecchio Darwin ci ha insegnato che una specie sopravvive finch\u00e8 non viene soppiantata da altre pi\u00f9 adatte all&#8217;ambiente. La regola vale stranamente anche per i classiconi degli anni &#8217;80: per quasi un anno (1983?) questo pezzo degli America gir\u00f2 cos\u00ec tanto che sembrava impossibile che dovesse scomparire dalle scene. Poi, un bel giorno, non si \u00e8 pi\u00f9 visto n\u00e8 sentito, come i dinosauri. Survival, <em>nome e non-omen<\/em>: da fare ascoltare a chi pensa che le specie siano eterne e immutabili.<\/p>\n<p><strong>Reperto # 5: balle creazioniste.<\/strong><\/p>\n<p>Alla favola di Adamo ed Eva non crede neanche un sognatore come Max Gazz\u00e8. A cascarci ci sono rimasti soltanto quei simpaticoni americani che hanno messo in piedi il <a href=\"https:\/\/www.greedybrain.com\/divulgazione\/2007\/06\/il_museo_di_adamo_ed_eva.html\"><span style=\"color: #000000\">museo della creazione<\/span><\/a>. Tra parentesi, il post dove ne parlavo \u00e8 stato il pi\u00f9 letto del blog. Forse dovrei parlare solo di quello&#8230;<\/p>\n<p><strong>Reperto # 6: and the winner is&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>Il Banco del Mutuo Soccorso dedic\u00f2 a Darwin un intero, omonimo album, peraltro bellissimo, che meriterebbe l&#8217;oscar di questa playlist. Peccato che di quel disco del 1972 non ho trovato nessun pezzo che posso farvi sentire legalmente. Accontentatevi di questa R.I.P., e se volete, dedicatela come augurio al museo di cui sopra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Happy Darwin Day! L&#8217;evoluzione ha ispirato un bel p\u00f2 di belle canzoni rock. 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