Nature e Britannica in duello (e Wikipedia sta a guardare) - Giornalismo scientifico e comunicazione.


Nature e Britannica in duello (e Wikipedia sta a guardare)

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInShare on TumblrPin on PinterestEmail this to someoneShare on Reddit

Quando due colossi del sapere come Nature e l’Enciclopedia Britannica si scontrano le scintille sono inevitabili. Da qualche settimana, gli editors di una delle più grandi riviste scientifiche mondiali (Nature, appunto) e quelli dell’Enciclopedia per antonomasia si scambiano accuse e frecciate reciproche sempre più dure  a colpi di articoli e comunicati stampa al vetriolo.

 Roba da poco per noi che siamo abituati alle italiche cagnare, ma un evento inusuale se si pensa che stiamo parlando di quelli che si considerano (o dovrebbero essere considerati) due pilastri del fari play in puro stile e british. E come in tutti i certami fra gentlemen, cerchez la femme: causa involontaria della bagarre è Wikipedia, proprio lei, la nota enciclopedia online, che ora- come una bella gentildonna –  assiste come spettatrice  innocente ma interessata all’epilogo del duello fra i due bigs della conoscenza.

Pensare che  tutto era cominciato in modo innocente. A dicembre, Nature pubblicava uno studio che cercava di rispondere ad una semplice domanda: Wikipedia (che come è noto è gratis e opoen source, cioè creata con il contributo di tutti) è più o meno scientificamente accurata di  Britannica (un prodotto editoriale prestigioso, redatto da esperti e a pagamento)? .Per questo, la rivista ha chiesto a 42 esperti di varie discipline di valutare l’accuratezza di varie voci di carattere scientifico provenienti dai due siti, alla cieca (cioè senza sapere cosa arrivava da uno o dall’altro, per evitare pregiudizi). Risultato sorprendente: per ogni voce hanno trovato in media 4 errori in Wikipedia e 3 in Britannica. In pratica, pari e patta.

Ma Britannica, toccata sul vivo, non ci sta. A Marzo, prima stoccata di Britannica: l’Enciclopedia fa uscire un durissimo comunicato in cui contesta il metodo e i risultati di Nature e chiede addirittura che l’articolo venga ritirato. Il 27 Marzo fa uscire persino inserzioni a pagamento sul Times e sul New York Times. "Fatally flawed", fatalmente sbagliato, è il giudizio lapidario di Britannica sui risultati di Nature.

Nature risponde a stretto giro di posta sul numero successivo: niente da fare, lo studio è corretto e non ritiriamo un bel niente. Tiè.

La lotta non è ancora finita, e- come in tutti i duelli che si rispetti-  in mezzo alla mischia è arrivato a fare da arbitro nientedimeno che l’Economist, altro pilastro dell’informazione in stile britannico, con un bell’articolo. Lasciando perdere i dettagli, il verdetto dell’ dell’Economist è quantomai  salomonico e condivisibile: non ci vuole un esperto per capire che se Britannica è leggibile e affidabile, Wikipedia è una fonte incredibilmente utile di informazioni allo stato puro e aggiornate. Ah, e in più è gratis.

Sergio Pistoi

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInShare on TumblrPin on PinterestEmail this to someoneShare on Reddit

Comments

comments


Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per fornire alcuni servizi. Continuando la navigazione ne consentirai l'utilizzo. Maggiori informazioni

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close