Un microchip contro il cancro
Minuscoli gioielli tecnologici che permettono di «spiare» l’attività genetica dei tumori aiuteranno a diagnosticare il cancro e a prevederne l’evoluzione: è l’inizio di una scienza rivoluzionaria, che condensa genetica, informatica e oncologia.
Sergio Pistoi e Chiara Palmerini
Le Scienze, Dicembre 2004(abstract): L’approccio alla lotta contro i tumori sta per cambiare radicalmente, grazie a una vera e propria rivoluzione tecnologica legata all’uso dei microarray, o chip a DNA, che sanno riconoscere la «firma» dell’attività genetica delle cellule cancerose.
- Grazie a queste nuove tecniche di indagine è possibile tracciare un «profilo di espressione» che misura contemporaneamente lo stato e il livello di attivazione di migliaia e migliaia di geni, permettendo così di individuare quale sarà l’evoluzione di un tumore.
- La possibilità di individuare la «firma» genetica di un tumore sta portando alla realizzazione di grandi banche dati, in cui i tessuti tumorali sono catalogati in base alla loro espressione genica e correlati ai dati clinici dei pazienti, che permetteranno di disporre di strumenti di prognosi e indicazione terapeutica più veloci e affidabili.
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