Scienziati ingrilliti

scienziati ingrilliti

Giornali e web riportano di una inarrestabile tendenza all’ ingrillimento di politici e personaggi pubblici. Gli ultimi ad ingrillirsi, in ordine di tempo (secondo la stampa) sono stati la star Fiorello e un autorevole commentatore come Giovanni Sartori.Ci vorrebbe un grande cultore del dialetto toscano come il Borzacchini, o al limite Benigni, a commentare questo termine. Dalle nostre parti il termine “grillo” ha un preciso e inequivocabile riferimento anatomico che vi lascio indovinare, e il verbo “ingrillirsi”, anche se non esiste formalmente, evoca senz’altro l’idea di irrefrenabili fissazioni erotiche e virili gonfiori.Per questo, la prima volta che ho sentito parlare del dilagante ingrillimento mi sono un pò preoccupato, prima di capire che il termine si riferiva invece al noto comico genovese Beppe Grillo.Proviamo allora dare una definizione italiana della parola anche se c’è da giurare che -se non lo ha già fatto- la parola entrerà in qualche dizionario, insieme a quel pugno di neologismi che ogni anno stanno lì a giustificare l’ acquisto di una nuova edizione:

L’ingrillimento, inteso in senso peggiorativo, indicherebbe grossomodo la deriva verso una critica sommaria e vagamente populista in una brutta imitazione del Grillo originario (a scanso di equivoci diciamo subito che il povero Grillo non c’entra nulla e che assiste impotente al dilagare del grillismo).

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Seguendo questa definizione, ci sono in giro molti scienziati ingrilliti: ad esempio quelli che si stracciano le vesti per la scarsa meritocrazia nei finanziamenti, ma solo quando i soldi li prendono gli altri.

Avete mai visto un ricercatore rifiutare i fondi stanziati ope legis in barba al peer review (come i soldi dati all’ EBRI in finanziaria, regalo del governo alla senatrice Ritona Montalcini)? E’ la meritocrazia all’italiana: ognuno pensa di meritare più degli altri. E guai quando la meritocrazia gioca contro.

Anche i blog tendono a ingrillirsi, ed è per questo che ne parlo qui. Non c’è da stupirsi: considerato che il blog del comico genovese è uno dei più seguiti del mondo, è abbastanza normale che l’ingrillimento faccia scuola e diventi una sorta di ispirazione. Nella blogosfera, ingrillirsi paga: un post che sollevi la giusta indignazione dei lettori può essere citato e segnalato migliaia di volte.

Non avrei nulla da ridire, se non che molto spesso i post che girano di più, quelli che scalano le classifiche di technorati, sono quelli che solleticano nel modo più sterile e superficiale l’indignazione nei confronti di questo e quell’ingiusto o scandaloso frangente, limitandosi all’invettiva (come direbbe un altro grande genovese).I post ingrilliti a volte diventano come quei fantocci contro i quali ci si può sfogare (anche fisicamente, aggiungendo commenti) e sentirsi la coscienza a posto. Un buon esercizio per la psiche, forse, ma con pochi appigli per il lettore che vuole verificare, interpretare, riflettere.

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E dire che anche questo blog ne avrebbe di motivi per ingrillirsi. Potrei scrivere post a valanga sollecitando la vostra indignazione sulle tante promesse mai mantenute dal governo e da Mussi, su una riforma della ricerca che non è mai partita, sulla vergogna del 5 per mille che da due anni non è stato ancora erogato, sulla ridicola polemica su Ratzinger e la Sapienza, sulla penosa strumentalizzazione di malattie rare e gravi per sostenere questa o quella posizione sull’aborto.Ne guadagnerei forse in traffico, ma servirebbe a fare un buon blog? Non credo.

Sarebbe bello, invece, se un post anti-grillico come questo avesse un paradossale effetto ingrillante: quello di farvi indignare contro i facili grillismi, istigandovi a riempire questa pagina di commenti e a inviarla al maggior numero di amici, proprio come farebbe un vero ingrillito. Dipende da voi.

Da parte mia, cercherò di resistere al richiamo dell’ ingrillimento. Quello di Beppe Grillo, intendo; per l’altro non posso farci nulla.

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9 Comments »

Comment by Maurizio
2008-02-20 01:13:59

mi scuso per l’umiltà del commento, ma l’autorevole commentatore è Sartori, non Sirtori

 
Comment by Sergio
2008-02-20 20:39:12

Refuso..
.corretto…
grazie Maurizio.

 
Comment by Franco
2008-02-21 11:03:41

Come dire che se critichiamo l’operato dei politici siamo grillini,se stiamo zitti e lasciamo fare cosa siamo? Pecoroni?
I grillini qlc proposta l’hanno fatta oltre alla critica e qlc hanno fatto per smuovere qlc coscienza politica e non, i non grillini che hanno fatto?Accettato supinamente?C’è qlc altro sistema per provare a cambiare che abbia funzionato neglòi ultimi anni?
O grillini o pecoroni? Meglio grillini.
Cordialmente

 
Comment by Joshua Cesa
2008-02-21 18:40:13

Indubbiamente è una deriva pericolosa se decontestualizziamo il discorso da un’ottica satirica, però preferisco la “grilleria” alla “cornacchionaggine” (De Mauro docet) :)

 
Comment by Alessio
2008-02-22 16:50:01

Non credo che questo tipo di indignazioni siano così tanto sterili, sopratutto perchè spesso ci dimentichiamo di vivere in una società di un livello culturale molto basso, siamo arrivati a doverci sorbire otto edizioni del grande fratello, più tutti gli altri reality, se poi li sommiamo ai vari “buona domenica”, “domenica in”…
Tutte queste trasmissioni hanno ascolti importanti, se così non fosse non verrebbero riproposte stagione dopo stagione.
Non penso che questo fenomeno di ingrillimento sia così da disprezzare se serve a far prendere coscienza alla massa di ciò che succede attorno a loro!

 
Comment by irene
2008-02-22 19:56:55

Condivido molte delle cose che sono scritte nel post.
1)perché molti grillini poi si comportano come chi criticano sfoggiando un’assoluta mancanza di senso civico (soprattutto applicato)
2)per indignarsi non c’è bisogno di urlare. anzi una persona che si indigna in silenzio spesso è ancora più indignata, letteralmente senza parole

 
Comment by samuel
2008-02-27 09:08:57

Non ho mai seguito Grillo e il suo blog, ma dalla descrizione di ingrillimento credo di poter dire:”questo post è alla grillo”.
Mi spiace se non ci azzecco, ma mi ha suscitato questa impressione.
Confronterò!
In ogni caso ogni singola sollecitazione al cuore (forse è lì che Grillo mira, e gli ingrilliti dietro) e alla mente è positiva.
Sta alla persona equilibrare sentimenti e pensieri ed interessarsi agli argomenti affrontati.

 
Comment by Angelo Subscribed to comments via email
2008-03-08 17:37:09

Condivido pienamente quanto scritto da Maurizio.
Sono un sostenitore di Beppe Grillo, ma ciò che più trovo antipatico nell’ingrillimento è la PSEUDO INDIGNAZIONE di molti inoltratori di Grillo - pensieri.
Sono per i Fatti e non per i Copia ed incolla.

Le cose che dice Grillo che non condivido sono:

1) no agli inceneritori per partito preso;
2) si alle auto ad idrogeno, senza provare a capire che fine farà tutta l’acqua che uscirà dagli scappamenti delle nostre nuove vetture, solo per non compiacere i signori del petrolio. Nebbie fitte ed artriti reumatoidi ci aspettano al posto di ossidi di azoto, di zolfo, di carbonio e di polveri sottili.

Le cose che condivido con Grillo sono:
1) vaff… al bipartitismo, ed al bipolarismo a scatola chiusa
2) vaff… ai pregiudicati in parlamento
3) vaff… a Prodi, all’Eni e all’Enel
4) vaff… allo Psiconano

Angelo

 
Comment by meristemi Subscribed to comments via email
2008-03-17 01:34:44

Indignazione e spirito critico sono sue cose diverse, la prima è di pancia e come tutte le cose di pancia ha esiti più catabolici e catartici che costruttivi. Il secondo è di testa, segue più la ragione dell’istinto e facilita la costruzione più che la distruzione.

Il limite dell’ingrillimento, nel suo etimo folklorico toscano cosi’ come in quello contemporaneo è di essere totalmente figlio degli istinti e poco della ragione. E quando la ragione entra nel sonno, citofonare Goya.

La meritocrazia è invece orma da considerarsi alla stregua di un concetto NIMBY, non solo in ambito scientifico-accademico. Come l’integrazione culturale, è una cosa che tutti dicono giusta e rispettabile, ma che ognuno se la faccia a casa propria.

 
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