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	<title>Comments on: Lo sfascio della ricerca 2: le metastasi</title>
	<link>http://www.greedybrain.com/divulgazione/lo-sfascio-della-ricerca-2-le-metastasi</link>
	<description>Comunicazione scientifica e strategie per la ricerca</description>
	<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 15:27:27 +0000</pubDate>
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		<item>
		<title>By: Adolfo Pouchain</title>
		<link>http://www.greedybrain.com/divulgazione/lo-sfascio-della-ricerca-2-le-metastasi#comment-13954</link>
		<dc:creator>Adolfo Pouchain</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 18:33:25 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.greedybrain.com/divulgazione/lo-sfascio-della-ricerca-2-le-metastasi#comment-13954</guid>
		<description>Ho letto alcuni articoli sullo sfascio della ricerca universitaria e della ricerca di un modo per uscirne espresso in una lettera inviata a Sergio Pistoi e la sua risposta.
Premetto che, pur non essendo un ricercatore, né un giovane di belle speranze dotato di un'intelligenza brillante e velleitaria, ma un  anziano settantottenne non laureato, in possesso di una piccola cultura umanistica tendente a quella scientifica, angosciato, a volte, dal pensiero "a chi lascio ciò che so" e "che mondo lascio a chi mi segue?", preoccupato da giovane da "quale mondo sto costruendo per il futuro non solo mio?".
Il problema, a modo mio, non consiste tanto nel cosa devono fare i veri ricercatori (universitari e non), quelli le cui ricerche non sono sull'acqua calda e che rappresentano la punta di diamante del la ricerca in Italia.
Se ben mi appongo in america specificatamente ed anche negli s
altri stati in cui esiste una ricerca organizzata e fattiva la struttura del gruppo di ricerca ha a capo un manager non ricerca tore che sovrintende al gruppo stesso e lo guida: un manager che ha la responsabilità della struttura e del risultato.
Questo in nome della divisione dei compiti e del principio di "ciascuno al posto giusto".
Una simile struttura composita,che risulta vincente, può essere portata anche a livello associativo e parlare a nome di tutti gli associati rispondendo ai tagli con: "attenti: così come sono fatti i tagli porteranno a (elenco) notevoli disservizi!"
Attenti, comunque ad una sua eventuale trasformazione in una "lobby all'italiaana......"
In dirizzo e-mail: "adolfo.pouchain@gmail.com"
sempre contento di leggere questo blog ed eventualmente di aver con tribuito nel mio piccolo..
                                   Adolfo Pouchain</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto alcuni articoli sullo sfascio della ricerca universitaria e della ricerca di un modo per uscirne espresso in una lettera inviata a Sergio Pistoi e la sua risposta.<br />
Premetto che, pur non essendo un ricercatore, né un giovane di belle speranze dotato di un&#8217;intelligenza brillante e velleitaria, ma un  anziano settantottenne non laureato, in possesso di una piccola cultura umanistica tendente a quella scientifica, angosciato, a volte, dal pensiero &#8220;a chi lascio ciò che so&#8221; e &#8220;che mondo lascio a chi mi segue?&#8221;, preoccupato da giovane da &#8220;quale mondo sto costruendo per il futuro non solo mio?&#8221;.<br />
Il problema, a modo mio, non consiste tanto nel cosa devono fare i veri ricercatori (universitari e non), quelli le cui ricerche non sono sull&#8217;acqua calda e che rappresentano la punta di diamante del la ricerca in Italia.<br />
Se ben mi appongo in america specificatamente ed anche negli s<br />
altri stati in cui esiste una ricerca organizzata e fattiva la struttura del gruppo di ricerca ha a capo un manager non ricerca tore che sovrintende al gruppo stesso e lo guida: un manager che ha la responsabilità della struttura e del risultato.<br />
Questo in nome della divisione dei compiti e del principio di &#8220;ciascuno al posto giusto&#8221;.<br />
Una simile struttura composita,che risulta vincente, può essere portata anche a livello associativo e parlare a nome di tutti gli associati rispondendo ai tagli con: &#8220;attenti: così come sono fatti i tagli porteranno a (elenco) notevoli disservizi!&#8221;<br />
Attenti, comunque ad una sua eventuale trasformazione in una &#8220;lobby all&#8217;italiaana&#8230;&#8230;&#8221;<br />
In dirizzo e-mail: &#8220;adolfo.pouchain@gmail.com&#8221;<br />
sempre contento di leggere questo blog ed eventualmente di aver con tribuito nel mio piccolo..<br />
                                   Adolfo Pouchain</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Simona Caporali</title>
		<link>http://www.greedybrain.com/divulgazione/lo-sfascio-della-ricerca-2-le-metastasi#comment-6949</link>
		<dc:creator>Simona Caporali</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 12:43:55 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.greedybrain.com/divulgazione/lo-sfascio-della-ricerca-2-le-metastasi#comment-6949</guid>
		<description>Caro Sergio, 
come mai non si ha più traccia dell'autore su queste pagine da ormai alcuni mesi? dobbiamo preoccuparci? 

Simona 
(che si sente una "brava artigiana")

p.s. 
qualche mese fa ti ho mandato anche una mail...a presto!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Sergio,<br />
come mai non si ha più traccia dell&#8217;autore su queste pagine da ormai alcuni mesi? dobbiamo preoccuparci? </p>
<p>Simona<br />
(che si sente una &#8220;brava artigiana&#8221;)</p>
<p>p.s.<br />
qualche mese fa ti ho mandato anche una mail&#8230;a presto!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Maria Cristina Marcucci</title>
		<link>http://www.greedybrain.com/divulgazione/lo-sfascio-della-ricerca-2-le-metastasi#comment-5276</link>
		<dc:creator>Maria Cristina Marcucci</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 16:48:58 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.greedybrain.com/divulgazione/lo-sfascio-della-ricerca-2-le-metastasi#comment-5276</guid>
		<description>Pessima prosa, ego troppo espanso. Ma come sono bravo, ma quanto so, ma quanto sono disperato. Leggere Thomas Mann, o Borges, basta anche W. Heisenberg. Ragazzi, fare il ricercatore è un mestiere come un altro. Geni ce ne sono pochi, per fortuna, Caste anche troppe, i "capitoni" poi si sprecano. Accontentiamoci di essere bravi artigiani, senza prenderci troppo sul serio.Ci sarà sempre qualcuno migliore di noi  ( e magari farà il benzinaio). "There, but for fortune..." cantava Joan Baez</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pessima prosa, ego troppo espanso. Ma come sono bravo, ma quanto so, ma quanto sono disperato. Leggere Thomas Mann, o Borges, basta anche W. Heisenberg. Ragazzi, fare il ricercatore è un mestiere come un altro. Geni ce ne sono pochi, per fortuna, Caste anche troppe, i &#8220;capitoni&#8221; poi si sprecano. Accontentiamoci di essere bravi artigiani, senza prenderci troppo sul serio.Ci sarà sempre qualcuno migliore di noi  ( e magari farà il benzinaio). &#8220;There, but for fortune&#8230;&#8221; cantava Joan Baez</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Alberto Fortunato</title>
		<link>http://www.greedybrain.com/divulgazione/lo-sfascio-della-ricerca-2-le-metastasi#comment-4920</link>
		<dc:creator>Alberto Fortunato</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Dec 2008 20:12:25 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.greedybrain.com/divulgazione/lo-sfascio-della-ricerca-2-le-metastasi#comment-4920</guid>
		<description>Algoritmi genetici. Pietà nella nuova vita.

da Caos, segnali e visioni
di Alberto Fortunato

Lo spazio dato dalla letteratura scientifica agli algoritmi genetici, almeno in Italia, sembra davvero esiguo. Per trovarne da leggere devo fare click sulla ricerca avanzata in google. In libreria, invece, mi dicono che “…non hanno testi di biologia…” oppure “ …per la medicina devo guardare lì, in fondo a destra”. Annuisco, metto le mani nel cappotto e vado a leggere il dizionario del corpo umano. Devo passare il tempo. 
L’algoritmo genetico chi lo usa? Lo usano i ricercatori. Quelli che, prendendo spunto dalla selezione naturale di Darwin, progettano e realizzano uno strumento di ricerca. Lo strumento, a mio avviso molto stimolante dal punto del coinvolgimento interdisciplinare nell’ambito della sua progettazione, è l’emblema di un ambiente di ricerca teso al miglioramento continuo. Un ambiente che lavorando con i classici tools stocastici e “aleatori” per necessità, è sempre alla ricerca di una possibile ottimizzazione. 
In questi ambienti, specialmente dove ricerco io, la perfezione non esiste. Esiste un punto che, nel tempo, costituisce un punto di arrivo e di immediata ripartenza per un altro, ancora più ambizioso. Tutte le popolazioni possono essere investigate dall’algoritmo genetico? Si. In un certo senso si, purché si tratti di popolazioni di soluzioni. Se nella biologia studiamo popolazioni e campioni di animali e individui, nella ricerca che utilizza l’algoritmo genetico dobbiamo sostituire le soluzioni dei problemi agli individui della popolazione. Parlare di “evoluzione” significa indicare una popolazione di soluzioni migliori rispetto alla popolazione costituita dalle soluzioni precedenti. 
Il parallelismo con la logica biologica dell’evoluzione e della “selezione naturale” si ripropone più forte quando si parla di generazione. In realtà con l’algoritmo genetico, dalla popolazione di soluzioni originarie, vengono selezionate delle soluzioni più promettenti perché queste si combinino e diano vita ad una nuova generazione di “soluzioni migliori”. Il livello di Fitness è quello che concorre ad ordinare in maniera crescente le soluzioni per consentire, ad un certo punto della sequenza, un taglio di quelle meno interessanti. Con il passaggio generazionale da una popolazione di soluzioni a quella successiva avviene ovviamente una trasmissione (solo una parte) del patrimonio genetico. Le soluzioni genitori migliori lasciano, alle soluzioni figlie, parte della loro costituzione genetica.
Due cose ancora sono importanti in questo passaggio generazionale. Si tratta delle due cose che mi intrigano di più. Di queste non dobbiamo trascurare alcun aspetto, sia dal punto di vista filosofico che dal punto di vista operativo e tecnico sperimentale: la mutazione genetica vista nella sua “casualità” e il “crossover” visto nel suo determinismo. 
La mutazione genetica avviene con una modifica casuale di alcune parti di geni con valore di fitness più basso. La mutazione genetica delle soluzioni non dà alcun risultato in termini di reale miglioramento. Quel che può essere un risultato di fitness più elevato infatti non deve essere considerato un passaggio evolutivo certo. E’ discutibile, in un’ottica di popolazione di soluzioni, pensare ad una evoluzione in presenza di una mutazione genetica. Con la mutazione possiamo sempre trovarci di fronte ad un ottimo locale ( si badi bene che ottimo locale non è ottimo assoluto) e cioè un risultato migliore ma ancora perfezionabile. 
Con il crossover mettiamo le mani sul caso. E qui cominciano i problemi. Soprattutto quando si parla di popolazioni di soluzioni. Paradossalmente. Sogno. Vedo. Sento.
Sono nella stanzetta di Tommy. Estraggo il set delle soluzioni dal gold box e ne srotolo una. La prendo a caso? Non so. La dispiego sul letto e ne ammiro la costituzione genetica. Merita. Le trovo un compagno e affianco gli individui in modo da poterne ammirare il parallelismo. Tommy mi passa il bisturi e comincia il mio dilemma. Dove taglio? Qual è sarà il punto in cui il fendente avrà casualmente determinato l’evoluzione di una specie di soluzioni migliori. Testa e coda. Zac. Un colpo secco e seziono le soluzioni a metà. Taglio (a caso?) le stringhe di codifica e ottengo due teste e due code. Ancora si muovono. Vibrano nello spazio antistante due battiti di ali di farfalla che porteranno le vicissitudini del Mondo lontano dagli universi probabili fin’ora definiti. Scambio teste e code. Nuovi geni. Nuove visioni. Nuova vita. Il Signore abbia pietà di me anche in questa. 

di Alberto Fortunato

Algoritmi Genetici. Pietà nella nuova vita.
Da Caos, segnali e visioni</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Algoritmi genetici. Pietà nella nuova vita.</p>
<p>da Caos, segnali e visioni<br />
di Alberto Fortunato</p>
<p>Lo spazio dato dalla letteratura scientifica agli algoritmi genetici, almeno in Italia, sembra davvero esiguo. Per trovarne da leggere devo fare click sulla ricerca avanzata in google. In libreria, invece, mi dicono che “…non hanno testi di biologia…” oppure “ …per la medicina devo guardare lì, in fondo a destra”. Annuisco, metto le mani nel cappotto e vado a leggere il dizionario del corpo umano. Devo passare il tempo.<br />
L’algoritmo genetico chi lo usa? Lo usano i ricercatori. Quelli che, prendendo spunto dalla selezione naturale di Darwin, progettano e realizzano uno strumento di ricerca. Lo strumento, a mio avviso molto stimolante dal punto del coinvolgimento interdisciplinare nell’ambito della sua progettazione, è l’emblema di un ambiente di ricerca teso al miglioramento continuo. Un ambiente che lavorando con i classici tools stocastici e “aleatori” per necessità, è sempre alla ricerca di una possibile ottimizzazione.<br />
In questi ambienti, specialmente dove ricerco io, la perfezione non esiste. Esiste un punto che, nel tempo, costituisce un punto di arrivo e di immediata ripartenza per un altro, ancora più ambizioso. Tutte le popolazioni possono essere investigate dall’algoritmo genetico? Si. In un certo senso si, purché si tratti di popolazioni di soluzioni. Se nella biologia studiamo popolazioni e campioni di animali e individui, nella ricerca che utilizza l’algoritmo genetico dobbiamo sostituire le soluzioni dei problemi agli individui della popolazione. Parlare di “evoluzione” significa indicare una popolazione di soluzioni migliori rispetto alla popolazione costituita dalle soluzioni precedenti.<br />
Il parallelismo con la logica biologica dell’evoluzione e della “selezione naturale” si ripropone più forte quando si parla di generazione. In realtà con l’algoritmo genetico, dalla popolazione di soluzioni originarie, vengono selezionate delle soluzioni più promettenti perché queste si combinino e diano vita ad una nuova generazione di “soluzioni migliori”. Il livello di Fitness è quello che concorre ad ordinare in maniera crescente le soluzioni per consentire, ad un certo punto della sequenza, un taglio di quelle meno interessanti. Con il passaggio generazionale da una popolazione di soluzioni a quella successiva avviene ovviamente una trasmissione (solo una parte) del patrimonio genetico. Le soluzioni genitori migliori lasciano, alle soluzioni figlie, parte della loro costituzione genetica.<br />
Due cose ancora sono importanti in questo passaggio generazionale. Si tratta delle due cose che mi intrigano di più. Di queste non dobbiamo trascurare alcun aspetto, sia dal punto di vista filosofico che dal punto di vista operativo e tecnico sperimentale: la mutazione genetica vista nella sua “casualità” e il “crossover” visto nel suo determinismo.<br />
La mutazione genetica avviene con una modifica casuale di alcune parti di geni con valore di fitness più basso. La mutazione genetica delle soluzioni non dà alcun risultato in termini di reale miglioramento. Quel che può essere un risultato di fitness più elevato infatti non deve essere considerato un passaggio evolutivo certo. E’ discutibile, in un’ottica di popolazione di soluzioni, pensare ad una evoluzione in presenza di una mutazione genetica. Con la mutazione possiamo sempre trovarci di fronte ad un ottimo locale ( si badi bene che ottimo locale non è ottimo assoluto) e cioè un risultato migliore ma ancora perfezionabile.<br />
Con il crossover mettiamo le mani sul caso. E qui cominciano i problemi. Soprattutto quando si parla di popolazioni di soluzioni. Paradossalmente. Sogno. Vedo. Sento.<br />
Sono nella stanzetta di Tommy. Estraggo il set delle soluzioni dal gold box e ne srotolo una. La prendo a caso? Non so. La dispiego sul letto e ne ammiro la costituzione genetica. Merita. Le trovo un compagno e affianco gli individui in modo da poterne ammirare il parallelismo. Tommy mi passa il bisturi e comincia il mio dilemma. Dove taglio? Qual è sarà il punto in cui il fendente avrà casualmente determinato l’evoluzione di una specie di soluzioni migliori. Testa e coda. Zac. Un colpo secco e seziono le soluzioni a metà. Taglio (a caso?) le stringhe di codifica e ottengo due teste e due code. Ancora si muovono. Vibrano nello spazio antistante due battiti di ali di farfalla che porteranno le vicissitudini del Mondo lontano dagli universi probabili fin’ora definiti. Scambio teste e code. Nuovi geni. Nuove visioni. Nuova vita. Il Signore abbia pietà di me anche in questa. </p>
<p>di Alberto Fortunato</p>
<p>Algoritmi Genetici. Pietà nella nuova vita.<br />
Da Caos, segnali e visioni</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: valdemar</title>
		<link>http://www.greedybrain.com/divulgazione/lo-sfascio-della-ricerca-2-le-metastasi#comment-4606</link>
		<dc:creator>valdemar</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 22:56:06 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.greedybrain.com/divulgazione/lo-sfascio-della-ricerca-2-le-metastasi#comment-4606</guid>
		<description>ti lascio il mio blog per solidarietà
ciascuno di noi cerca di sopravvivere e sta a vedere dalla riva se passi il cadavere, finalmente, di chi o di che cosa ha distrutto la nostra vis cogitans, molti non hanno nemmeno più la forza e la voglia di parlarne, gli amici di corso sono diventati compagni di ventura,... chi più si lascia trasportare dalle emozioni? Io lavoro come medico di famiglia e cerco di riallacciare da questo deserto dei tartari un quanto di energia per i pochi colleghi amici che ancora ci sono, incazzati ma vivi.
Stiamo a vedere, già sentiamo la puzza del cadavere, arriverà, ne sono certo, abbiamo toccato il fondo e la cultura non potrà che rinascere di nuovo e spazzare via questa quotidiana mediocrità.
Felice di leggerti, Sergio, ti seguirò dal blog
mmg08.blogspot.com
valdemar da Bergamo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ti lascio il mio blog per solidarietà<br />
ciascuno di noi cerca di sopravvivere e sta a vedere dalla riva se passi il cadavere, finalmente, di chi o di che cosa ha distrutto la nostra vis cogitans, molti non hanno nemmeno più la forza e la voglia di parlarne, gli amici di corso sono diventati compagni di ventura,&#8230; chi più si lascia trasportare dalle emozioni? Io lavoro come medico di famiglia e cerco di riallacciare da questo deserto dei tartari un quanto di energia per i pochi colleghi amici che ancora ci sono, incazzati ma vivi.<br />
Stiamo a vedere, già sentiamo la puzza del cadavere, arriverà, ne sono certo, abbiamo toccato il fondo e la cultura non potrà che rinascere di nuovo e spazzare via questa quotidiana mediocrità.<br />
Felice di leggerti, Sergio, ti seguirò dal blog<br />
mmg08.blogspot.com<br />
valdemar da Bergamo</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Alessandro</title>
		<link>http://www.greedybrain.com/divulgazione/lo-sfascio-della-ricerca-2-le-metastasi#comment-4185</link>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 00:35:46 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.greedybrain.com/divulgazione/lo-sfascio-della-ricerca-2-le-metastasi#comment-4185</guid>
		<description>Bravo Sergio, 
hai colto perfettamente il punto...e, come al solito, lo hai spiegato in maniera ineccepibile. Sono uno studente di genetica, che quest'anno ha avuto la fortuna/sfortuna di poter vivere una realtà universitaria diversa da quella italiana (la Complutense di Madrid per la precisione). Fortuna perchè sono in una università dove, grazie a Dio, ancora ci sono i soldi per i gessi, le fotocopie e le stampe gratuite in facoltà (eppure ho studiato a Bologna e ora studio a Pisa...non a Nairobi, con tutto il rispetto...)...sfortuna perchè sto seguendo a distanza tutto il rumore che i miei colleghi stanno facendo in Italia e non posso parteciparvici...e mi fa rabbia,come mi fa rabbia vedere come i Prof e i rettori ci stanno strumentalizzando, usando la nostra protesta per continuare ad avere i loro feudi di finanziamento...eppure, anche tra loro c'è gente giusta, che non tiene ragazzi di 28-30 anni, con dei gran cervelli,a "sopravvivere" con 800 euro un mese sì e un mese no (per poter dare qualcosina a tutti...)
..spero solo che questi possano farsi sentire..e che qualcuno,dall'alto, possa dare un mano..ma, soprattuto su quest'ultima possibilità, alla luce di chi ci governa ora, dispero...
PS:ad ogni modo, non credo che prendersela con la Gelmini sia giusto...un avvocato bresciano che è andato a Reggio Calabria a fare l'esame per l'abilitazione (per poterlo passare comodamente, date le notoriamente elevate percentuali di promozioni ogni anno in quella sede) secondo te può fare il ministro dell' Istruzione?
..Lei mette la firma e basta, come molti altri (vedi GAsparri alle Telecomunicazioni nel precedente governo Berlusconi)...

Saluti, uno studente molto incazzato (perchè gli stanno complicando di molto il futuro..)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bravo Sergio,<br />
hai colto perfettamente il punto&#8230;e, come al solito, lo hai spiegato in maniera ineccepibile. Sono uno studente di genetica, che quest&#8217;anno ha avuto la fortuna/sfortuna di poter vivere una realtà universitaria diversa da quella italiana (la Complutense di Madrid per la precisione). Fortuna perchè sono in una università dove, grazie a Dio, ancora ci sono i soldi per i gessi, le fotocopie e le stampe gratuite in facoltà (eppure ho studiato a Bologna e ora studio a Pisa&#8230;non a Nairobi, con tutto il rispetto&#8230;)&#8230;sfortuna perchè sto seguendo a distanza tutto il rumore che i miei colleghi stanno facendo in Italia e non posso parteciparvici&#8230;e mi fa rabbia,come mi fa rabbia vedere come i Prof e i rettori ci stanno strumentalizzando, usando la nostra protesta per continuare ad avere i loro feudi di finanziamento&#8230;eppure, anche tra loro c&#8217;è gente giusta, che non tiene ragazzi di 28-30 anni, con dei gran cervelli,a &#8220;sopravvivere&#8221; con 800 euro un mese sì e un mese no (per poter dare qualcosina a tutti&#8230;)<br />
..spero solo che questi possano farsi sentire..e che qualcuno,dall&#8217;alto, possa dare un mano..ma, soprattuto su quest&#8217;ultima possibilità, alla luce di chi ci governa ora, dispero&#8230;<br />
PS:ad ogni modo, non credo che prendersela con la Gelmini sia giusto&#8230;un avvocato bresciano che è andato a Reggio Calabria a fare l&#8217;esame per l&#8217;abilitazione (per poterlo passare comodamente, date le notoriamente elevate percentuali di promozioni ogni anno in quella sede) secondo te può fare il ministro dell&#8217; Istruzione?<br />
..Lei mette la firma e basta, come molti altri (vedi GAsparri alle Telecomunicazioni nel precedente governo Berlusconi)&#8230;</p>
<p>Saluti, uno studente molto incazzato (perchè gli stanno complicando di molto il futuro..)</p>
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