Il CNR preme per le assunzioni
Con insolita solerzia il CNR si è attivato per sfruttare le norme della nuova finanziaria, che prevedono uno stanziamento per l’assunzione e la stabilizzazione dei ricercatori precari (stanziamento che la nota del CNR giudica comunque “insufficiente”).
Dovremmo gioire di questa notizia? Forse, o forse no. Non sono mai stato d’accordo sul principio secondo cui il problema della ricerca italiana è da ricercarsi nella precarietà dei ricercatori. Semmai sono i criteri di selezione di Università ed enti pubblici che lasciano molto a desiderare, come credo di avere mostrato più volte anche in questo blog. Criteri che resteranno, ovviamente, invariati e legati ai meccanismi deliranti e perversi dei concorsi.
E poi, resta da capire con quali soldi questi ricercatori porteranno avanti le loro ricerche, visto che scarseggiano i fondi per le spese correnti. A questo punto non sarebbe meglio avere meno ricercatori, ma migliori e con più fondi? E’ un’idea provocatoria, ma neanche troppo, se ci pensate. Pistuà
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Salve,
la ringrazio per l’articolo.
Sono un cattolico e ritengo sbagliata ogni tipo di ricerca che preveda la
distruzione di un embrione.
Avevo anche io letto quella lista di 65 cure pubblicata su un sito
americano. Non possedendo però nozioni da specialista, non avevo potuto
compiere le precisazioni che lei ha fornito.
Da cattolico le sono grato per i chiarimenti, perché sono un servizio alla
verità.
Luca