Il cinque per mille (anche) alla ricerca - Giornalismo scientifico e comunicazione.


Il cinque per mille (anche) alla ricerca

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Forse già lo sapete, ma nella prossima dichiarazione sarà possibile decidere di devolvere il 5 per mille dell’IRPEF per il sostegno di attività di volontariato e di ricerca, come previsto dalla legge finanziaria.

Per quanto riguarda i soggetti non profit , la quota è destinata:

* alle Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale – ONLUS (articolo 10 del D. Lgs. n. 460/1997) comprese le ONLUS di diritto (gli organismi di volontariato, leOrganizzazioni Non Governative, le cooperative sociali e i loro consorzi e gli enti ecclesiastici e le associazioni di promozione sociale qualificatisi ONLUS limitatamente ad alcune attività (commi 8 e 9 dell’articolo 10 del D.Lgs. n. 460/1997);

* alle Associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali (articolo 7, legge383/2000);

* alle fondazioni e associazioni riconosciute che operano nei seguenti settori: assistenza sociale e socio-sanitaria; assistenza sanitaria; beneficenza; istruzione; formazione; sport dilettantistico; tutela, promozione e valorizzazione delle cose d’interesse artistico e storico; tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente, con esclusione dell’attività’, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi; promozione della cultura e dell’arte; tutela dei diritti civili; ricerca scientifica di particolare interesse sociale svolta direttamente da fondazioni ovvero da esse affidata ad università, enti di ricerca ed altre fondazioni. (articolo 10, comma 1, lettera a. del D. Lgs. n. 460/1997)

Le fondazioni e gli enti interessati hanno tempo fino al 10 Febbraio prossimo per registrarsi.

Di cosa si tratta in pratica?

sarà possibile per tuti i contribuenti decidere di devolvere il 5 per mille dell’IRPEF ad una fondazione, ente, ONLUS etc…e quindi anche e enti impegnati nella ricerca scientifica (ONLUS, Università, centri pubblici)  indicando il codice fiscale del beneficiario nella dichiarazione dei redditi.

Pregi secondo me : chi vuole può dare un aiuto alla ricerca scientifica (fra le altre cose) scegliendo a chi andranno i soldi del 5 per mille. Per alcune non-profit  potrebbe favorire  un importante gettito, ma soprattuto (a mia conoscenza) è  la prima volta che il singolo contribuente può  scegliere di destinare una parte (anche se piccola) delle tasse per finalità di ricerca o di assistenza.

Difetti secondo me:  Il provvedimento è provvisorio (a scopo sperimentale), non è la riforma dell’8 per mille auspicato da molti ed è anche soggetto a qualche critica. L’8 per mille alla Chiesa Cattolica (diciamo per correttezza ale “Chiese”) rimane così com’è.

Insomma, il cinque per mille è meglio di niente, ma non basta.

“[…] se si guarda al bilancio pubblico e alle decisioni di spesa nel complesso, nulla garantisce che le decisioni di spesa espresse dai contribuenti non siano spiazzate da decisioni di segno opposto dello Stato. Ad esempio, a fronte di maggiori risorse destinate con il 5 per mille al sostegno del volontariato, potrebbe corrispondere una diminuzione di risorse allo stesso fine stanziate dal bilancio dello Stato.”

– commenta “La voce” in questo post che raccoglie molti commenti interessanti.

Insomma, è un provvedimento “spot” e incompleto, e  bisogna sperare che non sia l’ennesimo “dai e togli”, ma almeno c’è.

Posso fare un appello? Aprofittatene. Date il 5 per mille alla non profit  di vostra scelta:ricerca, assistenza, etc…(per deformazione professionale  propendo per la ricerca, ma ciascuno ha le sue legittime priorità). Leggete la carta della donazione e premiate organizzazioni serie con un progetto chiaro e che giustificano i soldi spesi.

Fra le tante scelte possibili, eviterei  però  di dare anche il 5 per mille ad enti o associazioni  ecclesiastiche (peraltro incluse dal provvedimento). Non perchè non siano meritorie, ma perchè già beneficiano del’8 per mille e dell’esenzione ICI. A me sembra già abbastanza, o no?

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