Fregati dal Clima

E’ una di quelle cose di cui vorresti scrivere in un blog, ma poi ti chiedi se non rischi di cascare anche tu nella trappola e fare così pubblicità a un prodotto spazzatura.
Ma alla fine decidi di parlarne, perchè si tratta di una “case history” che fa capire anche ai non addetti il meccanismo con cui la macchina dei media riesce produrre papocchi spacciati per prodotti di interesse scientifico.
Il fatto è questo: proprio mentre “l’ex prossimo presidente degli Stati Uniti” Al Gore (l’ironica definizione è sua) girava le sale con il suo documentario-lecture sui pericoli del riscaldamento globale, il canale britannico Channel 4 ha fatto andare su tutte le furie non solo gli ambientalisti, ma chiunque abbia a cuore la correttezza dell’informazione scientifica trasmettendo un controverso documentario dal Sex-Pistolico titolo: “The Great Global Warming Swindle“.
“Ti senti in colpa perchè il pianeta si riscalda? Forse non dovresti. Un gruppo di scienziati […] sostiene che non è colpa tua”. Così comincia la presentazione del programma.
L’uomo, insomma, non c’entra nulla con il riscaldamento globale, secondo il documentario. Tutto il contrario di quello che l’ IPCC, il più autorevole organismo internazionale sul clima, ha stabilito nel suo più recente rapporto.
Contro il programma si sono scagliati anche autorevoli gruppi di divulgatori scientifici britannici. Qualcuno ha anche scritto agli organismi che regolano l’emittenza invocando il codice che obbliga a “rappresentare i fatti e le opinioni in maniera corretta”. L’argomento è uno di quelli più “caldi” (è il caso di dirlo) nella mailing list specialistica PSCI-COM.
Ma perchè tutto questo trambusto per il documentario?
Non mi soffermo qui sulla qualità scientifica del documentario, che gli esperti sul clima ritengono inesistente.
Da divulgatore, mi interessa un dettaglio della vicenda, che peraltro ha fatto scalpore.
Si tratta della reazione indignata di Carl Wunsch, uno dei ricercatori intervistati nel documentario.
Lo scienziato è furibondo perchè nel sapiente gioco di copia-incolla televisivo le sue affermazioni sono state utilizzate al contrario per sostenere la tesi degli autori. Questo tipo di manipolazione è un classico, e non solo nel campo della divulgazione.
“My views were distorted by the context in which they placed them. I was misled as to what it was going to be about. I was told about six months ago that this was to be a programme about how complicated it is to understand what is going on. If they had told me even the title of the programme, I would have absolutely refused to be on it. I am the one who has been swindled.”
Ha dichiarato Wunsch all’Independent.
Nulla di nuovo. La TV cerca di fare spettacolo e, senza un’adeguata preparazione, anche il più onesto degli scienziati rischia di cascare nel gioco.
Lo so cosa state pensando. Vuoi vedere che nel gioco a rincorsa fra le TV per accaparrarsi la spazzatura più redditizia, fra un pò il documentario di Channel 4 ce lo ritroveremo nel piccolo schermo di casa tradotto e magari presentato da qualche “illustre” giornalista? Io dico che è molto probabile.
Technorati Tags: clima, comunicazione scientifica, divulgazione scientifica, science communication
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Pensa te..
La TV è sempre la stessa, i ricercatori e divulgatori anche…non penso servano altri commenti
penso che invece sia l’ ennesima deviata pagata dai produttori di petrolio per screditare informazioni che servon unicamente a far aprire gli occhi alla gente.
Al Gore nel suo documentario ha cercato di far capire che oggi tutti noi stiamo inquinando il pianeta, sia con i nostri mezzi di locomozione che con le materie prime che erroneamente stiamo utilizzando per produrre energia elettrica, perchè sono vecchie tecnologie, e potrebbero essere rimpiazzate da nuove a inquinamento “zero”.
i media rompono le scatole con la storia delle fonti di energia alternativa e si riferiscono al nucleare…!
ma non dicono che il nucleare lo usi solo per 30 anni, poi hai le scorie! dove le metti? quanto costa lo smantellamento delle stesse? le auto possono andare ad acqua già da vent’anni, e questa tecnologia la usano in brasile e altri paesi che sono reputati “terzo mondo”, solo perchè i loro governatori hanno avuto le palle di dire no al petrolio!!!!!
questa è la verità.
quindi i giornali e le testate scientifiche che guardacaso sono proprietà dei magnati del petrolio non rompessero le scatol, oramai non ci casca più nessuno.
poi ognuno è libero di pensare e dire ciò che vuole, ma secondo me per il documentario di Al Gore qualcuno vuole deviare il succo del discorso che voleva trasmettere il messaggio.
a tutti gli amici della rete, attenti ai depistaggi, i media sono controllati, in particolr modo quelli inglesi.
Caro Antonio,
la teoria del complotto è quasi sempre la più facile e quella che fa pi presa. In questo caso sinceramente non sento puzza di complotto da impero del male ma di semplici e ben notii, per quanto poco virtuosi, bugs dell’informazione, che deve sempre e comunque fare spettacolo.
Non sto facendo l’avvocato dei grandi petrolieri che hanno già il loro da fare nel combinarne di cotte e di crude nel mondo (vogliamo parlare di quello che succede in Africa o in Medio Oriente?). IL punto è che di blogs dove si grida al complotto ce ne sono già tanti (compreso quello del famoso e simpatico comico genovese che fa tanto furore). Credo che dando sempre la colpa ai poteri occulti non si risolva niente, a parte praticare lo sport preferito in questo paese, cioè la gara al piagnisteo. Ma di questo conto di parlare in un prossimo post.
E se mi trovi una macchina che va ad acqua fammelo subito sapere, perchè me la compro subito.