Chiesa e scienza: dialogo in differita. Di qualche secolo.

Qualche giorno fa ho ricevuto un comunicato stampa sul progetto STOQ.
Anche se dal nome sembra un progetto segreto da fantascienza anni ‘60, si tratta di un programma importante di incontri sponsorizzati dal Vaticano, che coinvolgono centinaia di studenti e studiosi di tutto il mondo.
Lo scopo di quest’anno è ambizioso: ristabilire un dialogo sereno fra scienza e fede, come recita il titolo del comunicato. Non mi conoscono neanche, e sanno come cogliermi sul vivo. Si vede che hanno informazioni dall’alto, da molto in alto…
Sul tema del dialogo fra scienza e fede ho scritto tempo fa quello che pensavo: non può esistere dialogo, se per dialogo intendiamo lo “scambio di pensieri, idee, opinioni e sim., spec. allo scopo di trovare un’intesa, un accordo” (dizionario De Mauro).
Ma chissà se questa volta cambio idea, mi chiedo sempre, ingenuamente, ogni volta che mi trovo davanti a simili iniziative. E allora leggiamo il comunicato.
Nel testo, il cardinal Poupard cita come esempio positivo di dialogo “l’istituzione, da parte di Giovanni Paolo II, nel 1981, della Pontificia Commissione di studi della controversia tolemaico-copernicana nei secoli XVI e XVII, comunemente conosciuta come Commissione sul Caso Galileo Galilei, che ho avuto onore di presiedere, e il Giubileo degli Scienziati, organizzato dal Pontificio Consiglio della Cultura”
“[…] un segno tangibile, prosegue Poupard, dell’esigenza sempre più sentita di ristabilire un sereno e serio dialogo tra scienza e fede, tra ricerca empirica e riflessione filosofico-teologica[…]”
Secondo Poupard, insomma, il fatto che la Chiesa abbia finalmente (nel 1981) accettato di discutere se la Terra giri intorno al sole o meno, e se Galilei fosse o meno un farabutto eretico, è la dimostrazione di una sana volontà di dialogo.
Un dialogo un pò in differita. Di qualche secolo. Giusto per avere il tempo di vedere le cose in prospettiva.
Temo che neanche questa volta potrò ricredermi. Grazie comunque per l’offerta, Monsignore.
Non si può invece dare torto a Poupard quando afferma che “questi primi quattro volumi [gli atti del congresso, ndr ] mostrano con chiarezza l’interesse della Chiesa nei confronti delle scienze naturali e smentiscono chi vorrebbe attribuire alla Chiesa una mancanza di interesse verso le scienze, se non addirittura un’avversione”.
Magari potessimo tacciare la Chiesa di mancanza di interesse nei confronti della scienza. Magari.
Technorati Tags: scienza e fede
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Una volta era la Chiesa ad essere chiusa alla scienza. A leggere il suo commento, sembra che oggi sia l’esatto contrario. Sono due posizioni speculari, ma egualmente sciocche. Magari la scienza avesse avuto più interesse per le ricadute (e la morale). Magari (ad Hiroshima sarebbero più contenti, forse…).
Mi spiace Rocco, ma hai stravolto i fatti. Parli di interesse della scienza e degli scienziati per la religione e dimentichi che ne è ancora pieno il mondo di credenti in ambito scientifico; parli di bomba atomica e confondi ricerca con politica….
Quello di prima + il link
secondo me si ha un idea errata di dialogo. Dialogo non vuol dire pervenire (necessariamente) a un sintesi comune.
Infatti che dialogo potrebbe esserci fra scienza e fede se si occupano di ambiti diversi?
Dialogo non è infatti un termine molto felice, proprio per questo motivo: da l’idea che si debba arrivare a un compromesso da entrambe le parti, il che, forse, implica già dall’inizio l’esigenza che tutte le parti “in causa” debbano fare un qualche passo indietro. Non è questo l’obiettivo del dialogo correttamente inteso.
Dialogare vuol dire innanzitutto conoscenza reciproca. Quindi dialogare vuol dire prima di tutto porsi come obiettivo quello di capire a fondo le ragioni della controparte, senza pregiudizi. Vuol dire entrare nella logica dell’altra parte, accogliendo la diversità senza mettere sotto il tappeto quelle parti “scottanti” di di eventuale contrasto che potrebbero esserci. Dialogare è un esercizio di rispetto, di conoscenza, di crescita per tutti. E’ anche possibile che porti a interessanti chiarimenti reciproci, e perché no, anche qualche sintesi comune, ma non deve essere questo l’obiettivo primario del dialogo. Ecco perché il dialogo porta sempre buoni frutti, perchè è basato sull’ascolto reciproco. Questo, almeno, è la definizione di dialogo come mi pare sia inteso nell’ambito della chiesa cattolica, verso vari contesti: dialogo interreligioso verso altre fedei cristiane e non, verso la scienza etc…